Si gioca veloci, se si impara da piccoli! Leggi le regole su Wikipedia.
Having met Leon and his parents, Claudia and Thomas, in Lusaka and taken their recommendation to stay at Cholwe Adventures in Livingstone, we weren't surprised when they arrived two days later. A fun-filled afternoon was spent playing this traditional african game, which in Malawi (where they'd learned to play) is called bao.
lunedì, febbraio 02, 2009
Zambia: playing bao with little Leon
domenica, maggio 25, 2008
Genova, giochi dedicati al mare al Museo navale

Le Nouveau Jeu de la Marine (1768) al Museo navale di Genova (Pegli) per la versione pomeridiana della Nuit des Musées 2008, tradotto dal francese a cura dell'Alliance Française de Gênes.
Stampato a Parigi da Crépy nel 1768, riporta i vessilli dei dodici paesi marinari d'Europa (tra cui Genova e, curiosamente, lo Stato della Chiesa) e gli aspetti più importanti della marineria per "l'istruzione della giovinezza". Scopriamo così i vari gradi degli ufficiali, l'aspetto della Tartana e della Fregata, la tecnica dell'Abbordaggio, la Tempesta e la Calma Piatta. Chi diventa Corsaro andrà in prigione e chi fa Naufragio lascerà il gioco.
sabato, maggio 24, 2008
Roma: la turricula alla prova del gioco

Per evitare che si barasse al gioco del duodecim scripta, in certi casi si utilizzava una turricula, una piccola torre in cui si lasciavano cadere i dadi: questi rimbalzavano contro le pareti e uscivano rotolando sul piano del gioco senza che qualcuno potesse, nella penombra della taverna o dell'accampamento, modificarne il punteggio. Per il Museo di archeologia ligure ne abbiamo ricostruito una (o meglio, un prototipo) partendo da un esemplare rinvenuto durante scavi in Germania, che ha resistito a una serata di gioco con grandi e piccini (questi ultimi, a dire la verità, più incuriositi dai dadi che rotolavano rumorosamente nella turricula che al gioco in sé).
lunedì, marzo 31, 2008
Aosta, giochi romani al MAR-Museo archeologico regionale
AOSTA-Si è tenuto sabato 29 marzo, dalle 16 alle 22, presso il MAR-Museo Archeologico Regionale di Aosta (piazza Roncas 12) "Gi... oca!", un incontro organizzato nel quadro della Decima Settimana della Cultura e dedicato al gioco nella società della Roma antica.
Grandi e bambini hanno giocato con quelli che il museo ha definito giochi "quasi romani": se i tavolieri su cui si è giocato sono infatti riproduzioni fedeli di reperti di scavo archeologico, la mancanza di veri e propri trattati d'epoca dedicati al gioco ci permette oggi partendo da citazioni letterarie, soltanto di tentare di ricostruire le regole con cui questi venivano effettivamente giocati. Le ricostruzioni dei giochi d'epoca romana resteranno al MAR per le prossime iniziative ludiche e didattiche.

Il Ludus Latrunculorum
Le pedine del gioco dei Latrunculi – che ricorda un po' la dama e, per chi lo conosce, il gioco giapponese del Go – sono chiamate con nomi diversi dalle fonti antiche: latro, soldato, ("sicarius", per il dizionario della Crusca), miles, legionario, o bellator, combattente, a richiamare lo scontro dei due avversari sul tavoliere. Tavoliere spesso di legno, e quindi non giunto fino a noi se non come graffito sul marmo, al contrario delle pedine di vetro, che a volte compaiono negli scavi – come quelle conservate nel museo archeologico di Aosta. E' un gioco di strategia pura, parte di quella famiglia che viene definita dei "giochi astratti", quelli che insegnano ad applicare al divertimento la strategia e il ragionamento logico. Le sue regole sono state ricostruite da Ulrich Schaedler, direttore del Musée Suisse du Jeu.
Il Ludus Duodecim Scripta
Il tavolieri da gioco di marmo graffito per il "Gioco dei dodici segni" (uno dei giochi riprodotti, che prende il nome dal punteggio più alto che si può raggiungere con due dadi) è stato ricostruito facendo riferimento ai reperti antichi, a volte rinvenuti durante scavi archeologici veri e propri e a volte per caso, quando la lastra di marmo è stata riutilizzata per altri scopi. Si tratta di tavolieri graffiti spesso rozzamente, con scritte che invitavano il giocatore inesperto (chiamato in alcuni casi "IDIOTA" senza mezzi termini) a togliersi di mezzo, o che facevano riferimento ai polli da spennare. Il Duodecim Scripta, che usa le lettere che formano le scritte come caselle del percorso di gioco, è ritenuto dagli esperti l'antenato del moderno backgammon
Grandi e bambini hanno giocato con quelli che il museo ha definito giochi "quasi romani": se i tavolieri su cui si è giocato sono infatti riproduzioni fedeli di reperti di scavo archeologico, la mancanza di veri e propri trattati d'epoca dedicati al gioco ci permette oggi partendo da citazioni letterarie, soltanto di tentare di ricostruire le regole con cui questi venivano effettivamente giocati. Le ricostruzioni dei giochi d'epoca romana resteranno al MAR per le prossime iniziative ludiche e didattiche.

Il Ludus Latrunculorum
Le pedine del gioco dei Latrunculi – che ricorda un po' la dama e, per chi lo conosce, il gioco giapponese del Go – sono chiamate con nomi diversi dalle fonti antiche: latro, soldato, ("sicarius", per il dizionario della Crusca), miles, legionario, o bellator, combattente, a richiamare lo scontro dei due avversari sul tavoliere. Tavoliere spesso di legno, e quindi non giunto fino a noi se non come graffito sul marmo, al contrario delle pedine di vetro, che a volte compaiono negli scavi – come quelle conservate nel museo archeologico di Aosta. E' un gioco di strategia pura, parte di quella famiglia che viene definita dei "giochi astratti", quelli che insegnano ad applicare al divertimento la strategia e il ragionamento logico. Le sue regole sono state ricostruite da Ulrich Schaedler, direttore del Musée Suisse du Jeu.
Il Ludus Duodecim Scripta
Il tavolieri da gioco di marmo graffito per il "Gioco dei dodici segni" (uno dei giochi riprodotti, che prende il nome dal punteggio più alto che si può raggiungere con due dadi) è stato ricostruito facendo riferimento ai reperti antichi, a volte rinvenuti durante scavi archeologici veri e propri e a volte per caso, quando la lastra di marmo è stata riutilizzata per altri scopi. Si tratta di tavolieri graffiti spesso rozzamente, con scritte che invitavano il giocatore inesperto (chiamato in alcuni casi "IDIOTA" senza mezzi termini) a togliersi di mezzo, o che facevano riferimento ai polli da spennare. Il Duodecim Scripta, che usa le lettere che formano le scritte come caselle del percorso di gioco, è ritenuto dagli esperti l'antenato del moderno backgammon
giovedì, ottobre 11, 2007
Il Congklak
E' un gioco della famiglia dei mancala, diffuso in Indonesia, Malesia e Singapore. È noto con diversi nomi; varianti attestate del nome "Congklak" sono Congkak, Conka e Congka. [Voce Wikipedia]
Immagini del cogklak a Singapore, Ford Factory Fiesta (2006).
Evento realizzato dal Singapore's Heritage Museum.
Immagini del cogklak a Singapore, Ford Factory Fiesta (2006).
Evento realizzato dal Singapore's Heritage Museum.
Sungka (Filippine): un primo sguardo
Cultural quirks da PinoyTV.com (Filipino Australian Community Television).
Sungka - The objective of the game is to amass stones or cowrie shells in the player's home base (bahay) by continuously distributing the shells around smaller holes until the player runs out of shells to distribute. The person who collects the most shells in his or her bahay wins.
Sungka - The objective of the game is to amass stones or cowrie shells in the player's home base (bahay) by continuously distributing the shells around smaller holes until the player runs out of shells to distribute. The person who collects the most shells in his or her bahay wins.
domenica, ottobre 07, 2007
Cominciamo ad avvicinarci al Bao
Fra i mancala, il Bao è probabilmente il gioco più complesso e quello caratterizzato da una maggiore profondità strategica.
Tanzania
Osservate la velocità dei giocatori! Video realizzato in Tanzania da Nino Vessella della ONLUS Changamano (changamano.org) / Gruppo internazionale di appassionati di Bao (www.swahili.it/bao/), che ringraziamo per la gentile concessione.
Tanzania
Osservate la velocità dei giocatori! Video realizzato in Tanzania da Nino Vessella della ONLUS Changamano (changamano.org) / Gruppo internazionale di appassionati di Bao (www.swahili.it/bao/), che ringraziamo per la gentile concessione.
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