giovedì 4 novembre 2010

Duodecim Scripta fra Roma, i Celti e la politica



Il timbro della Lega nella scuola di Adro: "Simbolo storico", titola il Giorno. "Il simbolo celtico del Carroccio spunta ovunque nel nuovo complesso scolastico inaugurato sabato". "Il «Sole delle Alpi», marchio della Lega [decora] vetrate, tetto e altre strutture del nuovo Polo scolastico di Adro, inaugurato sabato e intitolato all'ideologo della Lega Gianfranco Miglio", spiega BresciaOggi. E un lettore dell'Eco di Bergamo ribatte qualche settimana dopo con una lettera e una pezza d'appoggio:
Gentile redazione, nella foto ci sono due pagine del LIBRO DEI GIOCHI DA TAVOLO che ho comprato trent’anni fa. L’originale era in inglese e gli autori di testo e foto erano inglesi ma l’edizione italiana era curata da Giampaolo Dossena, il maggior esperto di giochi in Italia. La foto rappresenta la tavola da gioco del Ludus Duodecim Scriptorum un antico gioco romano. Questa tavola in particolare, questa scacchiera, è stava rinvenuta durante gli scavi archeologici a Timgad, colonia romana fondata dall’imperatore Traiano nell’anno 100 d.c. [...]

Ma questo gioco è proprio romano. Ne è stata trovata un’altra tavoletta negli scavi al porto di Ostia. Vuoi vedere che la nostranissima Lega (proprio quella del Roma ladrona, la Lega non perdona) ha preso lucciole per lanterne e sono vent’anni che va in giro a sbandierare un simbolo romano? Vuoi vedere che il sindaco di Adro è un infiltrato degli algerini?
Leggi l'articolo per intero. L'immagine della scuola, nell'inserto, è di ReteDegliStudentiSicilia.it. Il libro in questione, a occhio, dovrebbe essere R. C. Bell, Il libro dei giochi da tavolo, Idealibri, Milano 1979, versione italiana di Giampaolo Dossena.

martedì 2 novembre 2010

Kazakhstan: nella steppa col Toguz Kumalak



Almeno abbiamo scoperto dove vanno gli accenti: tò-güs kumalàkh.

sabato 2 ottobre 2010

Canada: Wife and Husband Play Oware


This MACPRI Play Oware 15 minutes video is an actual game between a wife and husband learning to play together for the first time. The game follows the Oware abapa rules written by Adisa S. Oji and available at owarecanada.blogspot.com.

mercoledì 29 settembre 2010

Giochi romani ed egizi per la Notte dei ricercatori


Scrive il sito ufficiale:
Per la prima volta, Genova e Albenga diventano protagoniste dell’evento che l’Europa dedica ai ricercatori e alle città della ricerca del nostro continente. Il 24 settembre, dal pomeriggio a notte inoltrata, ricercatori dell’IIT, del CNR IMATI, dell’Università di Genova e di Pisa, del Festival della Scienza e del Museo di archeologia ligure accoglieranno il pubblico al Porto Antico, a bordo di Navebus e a Pegli nei Parchi di Villa Doria e di Villa Pallavicini ed nel Museo di archeologia: passeggiate, robotica e nanotecnologie, picnic, cacce al tesoro, realtà virtuale, prove di scavo archeologico simulato, musica, giochi antichi e l’ospitalità del borgo marinaro di Pegli per una notte indimenticabile.


Si è giocato a Senet e a Ludus Duodecim Scripta (con le regole proposte da Irving Finkel ma con copie in cartone del tavoliere, perché quello di marmo - stabile al Museo di archeologia - era troppo pesante da trasportare). Ma abbiamo testato di nuovo la turricula.

mercoledì 15 settembre 2010

venerdì 27 agosto 2010

Repubblica Ceca, si semina col Toguz Korgool


Relazione del gioco "toguz korgool" (in kazako "toguz kumalak"), Pardubice, Repubblica Ceca, 16 luglio 2010. Autore: Zhanyl Zhusupzhan, Radio Azattyk. "This is very mathematical!"

Il Senet e l'era digitale: Egypt 1156 B.C. (1999)



Egypt: 1156 B.C.: Tomb of the Pharaoh, un videogame d'avventura di Canal+Multimédia, Cryo Interactive Entertainment e della Réunion des Musées Nationaux.

martedì 10 agosto 2010

Al di là del mare: il Senet in "Lost"


Numerosi i riferimenti al Senet nella serie di Lost, che ha contribuito a diffondere la conoscenza del gioco, e Lostpedia si offre come guida a quell'universo complicato. Ecco, ad esempio, un riferimento dal quindicesimo episodio della sesta stagione:
Il Ragazzo in Nero trova un vecchio gioco egiziano sulla spiaggia. Jacob lo raggiunge e il Ragazzo in Nero gli spiega che è un gioco e che lui "conosce già" le regole. Accetta di giocare con Jacob, ma solo se questi non racconta del gioco a loro madre, perché pensa che sequestrerà il gioco.

mercoledì 12 maggio 2010

Germania, il mancala di Weikersheim



Una pagina del wiki Mancala World, aggiornata di recente, spiega la genesi di quell'immagine di giocatori di mancala in abito antico che circola da tempo. Nel castello di Weikersheim, nella Germania sudoccidentale, si conservano alcuni giochi antichi, tra i quali due tavolini per mancala. "Sono opera della nota famiglia di mobilieri Sommer", spiega Ralf Gering, realizzati agli inizi del XIII secolo.

Sono alti 80 cm e con piani di misure diverse, ma ognuno di essi ha due file parallele da sei buche ciascuna e altre due buche più ampie alle estremità. Né regole né pedine sono giunte sino a noi, ma la loro presenza ha portato a una riedizione, conclude Gering, riportando come fonte una comunicazione personale con il suo autore:
In 1964, the Weikersheim game tables inspired Peter Mieg, a toy-maker from Schwenningen, to produce a mancala game, which he called Conference. The cover of his game shows university students in historical costumes while playing on the boards. The rules of Conference were, however, borrowed from Kalah.
"Probabilmente", conclude, "non scopriremo mai come il mancala abbia raggiunto una piccola città della Germania", oltretutto nel Settecento.

L'immagine della scatola ha una licenza Creative Commons (CC by-sa 2.5.)

lunedì 3 maggio 2010

Palazzo Rosso, tornano i giochi del '600 e del '700



Per l'iniziativa europea della Notte dei Musei, il 15 maggio tornano a Genova, nell'atrio di Palazzo Rosso, in via Garibaldi, le riproduzioni di giochi settecenteschi.

Wallis’s Tour of Europe (1794)



Un “Giro d’Europa” con cui prepararsi per il “Grand Tour” indispensabile, nel Settecento, per completare l’educazione della nobiltà. Qui il gioco si snoda sui percorsi più trafficati dell’Europa del tempo e gli ostacoli riflettono, a un tempo, la realtà e le idee di allora. Ad Oporto, casella 58, famosa per i suoi vini, si eccede nel bere e perciò per punizione si viene spediti in Norvegia, casella 11; a St. Malo si viene presi per spie e si resta in prigione per due turni mentre ad Atene non vale la pena di perdere del tempo: è stata sottomessa dai Turchi e non è più il tempio dell’arte. Tavoliere e regole gentilmente concessi dalla State Library of South Australia.



Genova, “Capitale della Repubblica Genovese”, è la casella 73:
“[...] le sue strade sono così strette che in poche di esse possono passare le carrozze. Le chiese di Genova sono generalmente begli edifici, adorni di statue e dipinti, e i palazzi sono così numerosi che ce ne sono quattordici in una sola strada. Vi si trovano anche immense gallerie di quadri, superbi colonnati di marmo e una vasta profusione di edifici pubblici, che hanno un nobile effetto visti dal mare, e che hanno dato a questa città il titolo di Magnifica. Le principali manifatture dei Genovesi sono le sete e i velluti, celebrati per la loro magnificenza.”

Europe Divided into its Kingdoms &c (circa 1760) e altre carte



La dissected map pubblicata da John Spilsbury per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà e considerata il primo puzzle della storia. L’Italia del nord è ben conosciuta dai geografi inglesi dell’epoca: a sud di Roma vengono curiosamente citati, invece, paesi come Celano, Vico, Policastro.


Ma che sarebbe successo se, nella Genova del Settecento, qualche intraprendente editore avesse cominciato a fare tesoro dell’esperienza inglese? Se avesse montato su legno e ritagliato le carte geografiche che si vendevano al tempo, anche lui per “facilitare l’insegnamento della geografia”, il risultato sarebbe stato quello con cui si giocherà. Ecco le immagini della collezione cartografica del Comune che sono state riprodotte:
  • Republica Genuensis et Ducatus Mediolanensis, Parmensis et Montisferrati Novissima Descriptio (Frederick de Wit, Carta degli Stati della Repubblica di Genova e dei Ducati di Milano, Parma e Monferrato), Amsterdam, seconda metà del XVII secolo.
  • Gli Stati d'Italia secondo le osservazioni fatte dalla Società degli Scienziati di Parigi... a cura degli eredi di Johan Baptist Homann, 1742
  • F. Delamarche, L’Europe divisée en ses différents Etats, 1818.



Le Jeu de France (1659)




Nel Seicento il gioco, anche quello d’azzardo, comincia a diventare educativo. Il Cardinale Mazzarino fa produrre per Luigi XVI dei mazzi di carte che insegnino al giovane sovrano argomenti come la storia e la mitologia e Pierre du Val, “Geographe Ordinaire” del re, pubblica nel 1659 Le Jeu de France per “insegnare divertendo” la geografia alle dame e alla gioventù. E nel gioco si riflettono anche le vicende drammatiche della guerra: chi arriva nella casella 3, ad esempio, quella del Ponthieu, prenderà la posta e la porterà a Parigi, casella 8, per riferire i progressi delle armate del re, impegnate nella guerra contro la Spagna, mentre chi si imbarca a Marsiglia (casella 58) cade prigioniero dei pericolosi Corsari di Algeri che al tempo infestavano il Mediterraneo.



Un gioco per famiglie -- anche reali, come racconta Thierry Depaulis nell'articolo "Jeux nouveaux, jeux renouvelés" pubblicato in occasione della mostra Jeux de princes Jeux de vilains alla Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi nel 2009:
Le jeu de l’oie se rencontre souvent dans le Journal de Jean Héroard, médecin du petit Louis XIII. En avril 1612, le jeune roi "joue à l’oye, Mrs de Vendome, le Grand Escuier et d’Espernon avecques". Louis XIII y a pris goût : encore en 1628, il "s’amuse à jouer à l’oye "pendant le siège de La Rochelle. Le succès du jeu lui vaut de voir ses règles reproduites dans la première édition de La Maison académique (Paris, 1654), dont le texte est en tout point identique, erreurs comprises, à celui donné par les héritiers de Benoît Rigaud en 1600.
E la copia su cui si gioca a Palazzo Rosso porta il timbro della Biblioteca Reale (e anche, più tardo, quello della Biblioteca Imperiale).

martedì 20 aprile 2010

Il Mancala e l'era digitale: Mancala per l'iPhone


Tradotto a macchina: "Paesi africani e arabi nel gioco familiare, l'iPhone giocherà mancala. 'Che cosa è Mancala?i Le persone che studiano, si prega di vedere la riproduzione di video. Se imparate le regole, si può sicuramente affascinato mancala."

martedì 30 marzo 2010

Il Pallanguzhi, un mancala dell'area indiana



(E così scopriamo anche come si pronuncia Pallanguzhi, mentre al Castello d'Albertis / Museo delle culture del mondo non siamo ancora riusciti a giocare a Congklak). Video della Tamil Virtual University.
This game is popular among the kids and old people. This game is encouraged for the kids to learn to count, to improve the eye-hand coordination while playing. And for the older people of the house, to spend time in the company of the young members of the family.
Pallanguzhi is also played in Sri Lanka, Trinidad, Guyana and Singapore, with a sizable Indian population living in those countries.
Sarà difficile, immaginiamo, trovare i semi di tamarindo, che si usano in alternativa ai cauri del video.

venerdì 15 gennaio 2010

Catalunya, "L'awale, el joc africà"


Programa de TV3, Tot un món. El reportatge va sobre l'awale un joc africà,i esta realitzat a Cabrianes amb en Bernat Casanovas i La Factoria d'Imatges