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venerdì 27 giugno 2014

Il Biribissi della collezione Luxoro in mostra al museo


"Un gioco d'azzardo, quindi, un antenato della moderna roulette, ma come è tipico della civiltà settecentesca, anche un manufatto raffinato, un gioco-opera d'arte, grazie alle delicate figurine dipinte a tempera sulla tela, che costituiscono un compendio dell'imagerie dell'epoca. Infatti, oltre alle immagini allegoriche, come la Fortuna e la Vanità, le numerose raffigurazioni di animali, di fiori e di frutti rimandano ad un intreccio di simboli di origine antica, mentre la galleria di personaggi come il Turco, il Gentiluomo, la Dama, il Tamburino e le maschere della Commedia dell'Arte alludono a vari aspetti della cultura e della società settecentesca. La presenza dell'emblema della Repubblica [di Genova], oltre alle varie armi araldiche di famiglie aristocratiche genovesi, come i Doria e gli Spinola, attesta senza ombra di dubbio la destinazione locale del Biribis Luxoro."
Museo Giannettino Luxoro, Genova

domenica 6 gennaio 2013

Il Biribissi al Museo Luxoro di Nervi

Scrive Vivere Genova:
Il Biribis è uno dei più diffusi giochi di società settecenteschi, antenato della moderna roulette. Nelle collezioni del Museo Luxoro è conservato un prezioso esemplare, recentemente restaurato ed esposto al pubblico. Nella giornata del 6 gennaio, dalle ore 14 alle 19, i visitatori, adulti e bambini, oltre a ripercorrere la storia di questo curioso oggetto, potranno utilizzare attivamente il gioco.
Sotto, la curatrice del museo Luxoro, Loredana Pessa, ai microfoni di Radio Monte Carlo.

lunedì 9 aprile 2012

Exeter, i giochi "for the Amusement of Youth"

Sopra, The Mansion of Bliss, a New Game for the Amusement of Youth (1822); sotto, Jeu des exercices militaires de l'Infanterie Française et des manoeuvres du canon (circa 1780); al centro, British and Foreign Birds. A New Game. Moral, Instructive and Amusing. Designed to Allure the Minds of Youth to an Acquaintance with the Wonders of Nature (1820).

In mostra al Centre for Contemporary Art and the Natural World di Exeter giochi dell'oca e di percorso, istruttivi e d'epoca, in un'esposizione a cura di Adrian Seville e Clive Adams. Con alcuni (originali, e sotto vetro) si può anche giocare:
Games hold a mirror to civilization; they build bonds, trust and strengthen social relationships. For the Cultural Olympiad, CCANW is exploring – through a range of exhibitions and activities that are participatory and fun – what games can tell us about ‘human nature’; and how a deeper understanding of the advantages of cooperation can help us all to address the needs of the planet at this time.

Indoors, the exhibitions are presented in two parts. The first shows a selection of remarkable early board games – some of which may be played – which were intended as guides to moral improvement or general knowledge, war games devised by Guy Debord and H.G. Wells, and documentation of unusual local games, past and present.
Centre for Contemporary Art and the Natural World, Games People Play (6 aprile - 30 settembre), Haldon Forest Park, Exeter, Devon.

giovedì 9 giugno 2011

Giuoco Reale, due biribissi del '700 a confronto



"Giuoco Reale. Denari in tavola. Oro coperto non si paga". Sopra, il tavoliere a olio su tela nelle collezioni dei Musei di Strada Nuova e con la cui riproduzione si è giocato in qualche occasione a Palazzo Rosso.

Sotto, l'acquaforte che avverte "Jeu Royal. Or couvert ne se paye pas", scovata da GiochiDell'Oca.it nelle collezioni Rothschild di Waddesdon Manor, in Gran Bretagna. La struttura è ornata da immagini disegnate con un tratto più elegante e i bordi superiore e inferiore permettono di scommettere anche su gruppi di figure: donne, stemmi, uccelli, quadrupedi, uomini, frutti. L'ultima colonna a destra è dedicata al mare e ai bastimenti e fa vincere il banco, come d'abitudine nel Biribissi "all'uso di Genova".



Una versione semplificata e didattica -- ricavata dalla stampa di Filippo Succhielli, fine XVI secolo, nella Raccolta Bertarelli -- è stata pubblicata online dal Victoria & Albert Museum in occasione della mostra At Home in Renaissance Italy (2006-2007) ed è scaricabile ancora oggi che sembra offline -- "To play this non-gambling version of the game you will need to first print out two sheets of the game", corsivo nostro -- la quale è a sua volta simile a un esemplare conservato al British Museum:
Game board with numbered pictorial compartments of objects, animals and characters from 1 to 42 in six rows of seven, beneath which instructions in letterpress on how to play the game. At the bottom, in three rows of fourteen, smaller numbered versions of the pictures in the compartments in the same order"; XIX secolo?

domenica 15 maggio 2011

Das Zauberflötenspiel (1793) a Palazzo Rosso



Il Gioco del Flauto Magico durante la Notte dei Musei 2011. Il tavoliere viene stampato a Lipsia a soli sedici mesi di distanza dal grande successo dell’opera a Vienna, diretta dallo stesso Mozart, un esempio del successo della ripresa dell’opera a Lipsia, che conosce ben 15 repliche. Le illustrazioni delle caselle del gioco, ad opera di Joseph Kerndörfer, ripropongono le scene e i costumi di questa seconda edizione, restituendoci quell’aspetto che Tamino e Pamina, Papageno e Papagena e gli altri personaggi avevano all’epoca delle prime rappresentazioni di un’opera che oggi siamo abituati a collegare all’arte di Lele Luzzati.

[ Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso | Gentilmente concesso dalla Stiftung Mozarteum, Salisburgo, regole proposte da Rainer Buland ]

martedì 12 aprile 2011

Il Nobile e Molto Dilettevole Gioco dell'Oca


Per la Notte dei musei 2011 torna ai Musei di Strada Nuova / Palazzo Rosso, insieme con gli altri giochi fra Seicento e primo Ottocento, un gioco dell'oca inglese del XIII secolo quasi identico a quello pubblicato, come scrivono Adrian Seville e John Spear su The Ephemerist (inverno 2010), da John Overton nel 1660, data che rende la stampa in questione il più antico gioco dell'oca inglese che si conosca.



Le differenze tra le due stampe sono poche: all'etichetta incollata dopo la produzione del più antico -- "‘Sold at the Black Lyon in Exeter Exchange in the Strand London, where you may have Musick Prick’d." -- nel gioco a sinistra si sostituisce la dicitura a stampa "Printed and Sold by W. Dicey at his Printing Office in Bow Church Yard near Cheapside London" del più recente. E naturalmente lo spelling del nome del gioco, che da THE ROYALL & MOST PLEASANT GAME OF Y GOOSE diventa, lectio facilior, un più corrente THE ROYAL AND MOST PLEASANT GAME OF THE GOOSE.



L'etichetta della copia pubblicata nell'articolo dell'Ephemerist, che proviene dalla Morgan Library di New York, nasconde il nome dello stampatore. Il nome di John Overton (1640-1713) compare invece in un'altra riproduzione, che viene venduta da Colonial Williamsburg, il parco a tema americano (insieme con la riproduzione di dadi di legno dell'epoca che, messi alla prova, sono stati subito sostituiti con quelli moderni). La didascalia della copia in commercio proviene da un'altra collezione (l'altro esemplare è presente nella "Opie collection", spiega l'articolo: l'Opie Collection of Children's Literature della Bodleiana?)
Invented at the Consistory in Rome and are printed and sould by John Overton against St Sepulchers Church: in London.


Seville e Spear commentano anche l'iconografia del gioco e la persistenza di questa nella produzione successiva (e l'"inventato a Roma nel Concistoro" sembra confermare l'ipotesi satirica che avanzano):
The medallions in the English game are thought to be a local addition [rispetto all'origine italiana del gioco]. They have no playing significance but appear to have been introduced for the sake of topicality, at a time when tension between Royalists and Parliamentarians was acute: the surmise is that they represent a Parliamentarian (on the left) slapping the face of a Royalist on the right. [...]

Interestingly, something very like the John Overton game was adopted in the Netherlands as a standard form of the Goose game. It was copied and re-engraved by different publishers over several centuries with only minor variations, usually retaining the Parliamentarian/Royalist medallions despite these being of no significance in Holland.


La copia con cui si gioca a Palazzo Rosso è stata gentilmente fornita dalla State Library of South Australia, Adelaide. La riproduzione contemporanea e i dadi sono acquistabili online.)

mercoledì 12 maggio 2010

Germania, il mancala di Weikersheim



Una pagina del wiki Mancala World, aggiornata di recente, spiega la genesi di quell'immagine di giocatori di mancala in abito antico che circola da tempo. Nel castello di Weikersheim, nella Germania sudoccidentale, si conservano alcuni giochi antichi, tra i quali due tavolini per mancala. "Sono opera della nota famiglia di mobilieri Sommer", spiega Ralf Gering, realizzati agli inizi del XIII secolo.

Sono alti 80 cm e con piani di misure diverse, ma ognuno di essi ha due file parallele da sei buche ciascuna e altre due buche più ampie alle estremità. Né regole né pedine sono giunte sino a noi, ma la loro presenza ha portato a una riedizione, conclude Gering, riportando come fonte una comunicazione personale con il suo autore:
In 1964, the Weikersheim game tables inspired Peter Mieg, a toy-maker from Schwenningen, to produce a mancala game, which he called Conference. The cover of his game shows university students in historical costumes while playing on the boards. The rules of Conference were, however, borrowed from Kalah.
"Probabilmente", conclude, "non scopriremo mai come il mancala abbia raggiunto una piccola città della Germania", oltretutto nel Settecento.

L'immagine della scatola ha una licenza Creative Commons (CC by-sa 2.5.)

lunedì 3 maggio 2010

Palazzo Rosso, tornano i giochi del '600 e del '700



Per l'iniziativa europea della Notte dei Musei, il 15 maggio tornano a Genova, nell'atrio di Palazzo Rosso, in via Garibaldi, le riproduzioni di giochi settecenteschi.

Wallis’s Tour of Europe (1794)



Un “Giro d’Europa” con cui prepararsi per il “Grand Tour” indispensabile, nel Settecento, per completare l’educazione della nobiltà. Qui il gioco si snoda sui percorsi più trafficati dell’Europa del tempo e gli ostacoli riflettono, a un tempo, la realtà e le idee di allora. Ad Oporto, casella 58, famosa per i suoi vini, si eccede nel bere e perciò per punizione si viene spediti in Norvegia, casella 11; a St. Malo si viene presi per spie e si resta in prigione per due turni mentre ad Atene non vale la pena di perdere del tempo: è stata sottomessa dai Turchi e non è più il tempio dell’arte. Tavoliere e regole gentilmente concessi dalla State Library of South Australia.



Genova, “Capitale della Repubblica Genovese”, è la casella 73:
“[...] le sue strade sono così strette che in poche di esse possono passare le carrozze. Le chiese di Genova sono generalmente begli edifici, adorni di statue e dipinti, e i palazzi sono così numerosi che ce ne sono quattordici in una sola strada. Vi si trovano anche immense gallerie di quadri, superbi colonnati di marmo e una vasta profusione di edifici pubblici, che hanno un nobile effetto visti dal mare, e che hanno dato a questa città il titolo di Magnifica. Le principali manifatture dei Genovesi sono le sete e i velluti, celebrati per la loro magnificenza.”

Europe Divided into its Kingdoms &c (circa 1760) e altre carte



La dissected map pubblicata da John Spilsbury per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà e considerata il primo puzzle della storia. L’Italia del nord è ben conosciuta dai geografi inglesi dell’epoca: a sud di Roma vengono curiosamente citati, invece, paesi come Celano, Vico, Policastro.


Ma che sarebbe successo se, nella Genova del Settecento, qualche intraprendente editore avesse cominciato a fare tesoro dell’esperienza inglese? Se avesse montato su legno e ritagliato le carte geografiche che si vendevano al tempo, anche lui per “facilitare l’insegnamento della geografia”, il risultato sarebbe stato quello con cui si giocherà. Ecco le immagini della collezione cartografica del Comune che sono state riprodotte:
  • Republica Genuensis et Ducatus Mediolanensis, Parmensis et Montisferrati Novissima Descriptio (Frederick de Wit, Carta degli Stati della Repubblica di Genova e dei Ducati di Milano, Parma e Monferrato), Amsterdam, seconda metà del XVII secolo.
  • Gli Stati d'Italia secondo le osservazioni fatte dalla Società degli Scienziati di Parigi... a cura degli eredi di Johan Baptist Homann, 1742
  • F. Delamarche, L’Europe divisée en ses différents Etats, 1818.



Le Jeu de France (1659)




Nel Seicento il gioco, anche quello d’azzardo, comincia a diventare educativo. Il Cardinale Mazzarino fa produrre per Luigi XVI dei mazzi di carte che insegnino al giovane sovrano argomenti come la storia e la mitologia e Pierre du Val, “Geographe Ordinaire” del re, pubblica nel 1659 Le Jeu de France per “insegnare divertendo” la geografia alle dame e alla gioventù. E nel gioco si riflettono anche le vicende drammatiche della guerra: chi arriva nella casella 3, ad esempio, quella del Ponthieu, prenderà la posta e la porterà a Parigi, casella 8, per riferire i progressi delle armate del re, impegnate nella guerra contro la Spagna, mentre chi si imbarca a Marsiglia (casella 58) cade prigioniero dei pericolosi Corsari di Algeri che al tempo infestavano il Mediterraneo.



Un gioco per famiglie -- anche reali, come racconta Thierry Depaulis nell'articolo "Jeux nouveaux, jeux renouvelés" pubblicato in occasione della mostra Jeux de princes Jeux de vilains alla Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi nel 2009:
Le jeu de l’oie se rencontre souvent dans le Journal de Jean Héroard, médecin du petit Louis XIII. En avril 1612, le jeune roi "joue à l’oye, Mrs de Vendome, le Grand Escuier et d’Espernon avecques". Louis XIII y a pris goût : encore en 1628, il "s’amuse à jouer à l’oye "pendant le siège de La Rochelle. Le succès du jeu lui vaut de voir ses règles reproduites dans la première édition de La Maison académique (Paris, 1654), dont le texte est en tout point identique, erreurs comprises, à celui donné par les héritiers de Benoît Rigaud en 1600.
E la copia su cui si gioca a Palazzo Rosso porta il timbro della Biblioteca Reale (e anche, più tardo, quello della Biblioteca Imperiale).

mercoledì 12 agosto 2009

Un diorama del '700 diventa un gioco ottico


Marc Théodore Bourrit, Vue Circulaire des Montagnes qu'on découvre du Sommet du Glacier de Buet, incisione da Horace-Bénédict de Saussure, Voyage dans les Alpes, vol. I (1779)

Albert Smith e il Monte Bianco al Museo Transfrontaliero di Courmayeur - Nello spirito degli spettacolari diorami vittoriani di Albert Smith che si incontreranno proseguendo nel percorso della mostra, al centro della sezione dedicata al Monte Bianco nel Settecento (e di fronte all'originale), il visitatore può giocare a "entrare" nella stampa del diorama circolare di Marc Théodore Bourrit, riprodotta con sei metri di diametro sul pavimento, e vedersi all'interno di essa grazie a uno specchio sistemato sul soffitto.

domenica 17 maggio 2009

Mazziniano, il gioco e la storia politica


Museo del Risorgimento - Istituto Mazziniano. Qui abbiamo raccolto, in omaggio al luogo dedicato ai tempi e agli uomini che hanno portato all’unità d’Italia, giochi in cui si riflettono i grandi momenti storici che hanno lasciato un segno nella storia europea e del nostro paese tra Settecento e Ottocento.



L´Italia del secolo decimonono ossia il nuovissimo giuoco dell´oca viene pubblicato il 25 febbraio 1861 dal giornale milanese La Cicala Politica ed è ricco di allegorie (la Sacra Pantofola papale) e di ritratti di eventi (Villafranca), luoghi (il carcere dello Spielberg), figure storiche maggiori e minori (come Cavour e i Carbonari), e di ritratti di quei momenti e personaggi storici che ricordiamo dai tempi della scuola, come il Concordato e Vittorio Alfieri, l`armistizio di Villafranca e Ugo Foscolo, Cavour e i Fratelli Bandiera.
[ Gentilmente concesso dal Museo Centrale del Risorgimento, Roma ]

Il Jeu de la Révolution Française è stato stampato a Parigi l’anno della presa della Bastiglia, l’evento ricordato nella prima casella di un percorso che porterà al ritorno del re alle Tuileries e alla convocazione dell’Assemblea Nazionale (5 maggio 1789). Lungo la strada incontreremo avvenimenti grandi e piccoli cui la Rivoluzione ha dato l’avvio, l’istituzione del Giudice di Pace, le giurie popolari, “il sale a un soldo alla libbra” e il riconoscimento della cittadinanza agli ebrei. In un campo di grano un contadino scaccia un prete con un gesto solenne: sono state cancellate le decime sui raccolti da pagare al clero. Tradotto dal francese a cura dell’Alliance Française de Gênes.

Nel 1821, poco dopo la morte di Napoleone, viene pubblicato con singolare tempismo – quasi un marketing ante litteram – il Jeu Historique de la Vie de Napoléon che raccoglie in ordine cronologico i momenti più importanti della sua vita di uomo e di condottiero non chiusa dalla morte (casella 43) ma da una sua vera e propria apoteosi, assiso su una nuvola. Se si cade a Waterloo si è costretti a ricominciare il gioco da capo, a Sant’Elena si perdono due giri, e in un angolo del tavoliere vediamo persino il futuro imperatore da bambino che, al collegio di Brienne, dà lezioni di strategia ai compagni durante una battaglia a palle di neve. Tradotto dal francese a cura dell’Alliance Française de Gênes. e gentilmente concesso dal Musée National de l`Éducation, Saint-Ouen l`Aumone, Francia.

domenica 25 maggio 2008

Genova, giochi dedicati al mare al Museo navale



Nouveau jeu de la Marine, Dedié / A. S. A. S. Monseigneur le Duc de Penthièvres Amiral de / France, Governeur de Bretagne &c. Pour son humble Serviteur Crépy. A Paris chez Crépy rue S. Jacques à S. Pierre pres de la rue de la Parcheminerie. Incisore: M. Jeanne Chapoulant, 1768.

Le Nouveau Jeu de la Marine al Museo navale di Genova (Pegli) per la versione pomeridiana della Nuit des Musées 2008, tradotto dal francese a cura dell'Alliance Française de Gênes.
Stampato a Parigi da Crépy nel 1768, riporta i vessilli dei dodici paesi marinari d'Europa (tra cui Genova e, curiosamente, lo Stato della Chiesa) e gli aspetti più importanti della marineria per "l'istruzione della giovinezza". Scopriamo così i vari gradi degli ufficiali, l'aspetto della Tartana e della Fregata, la tecnica dell'Abbordaggio, la Tempesta e la Calma Piatta. Chi diventa Corsaro andrà in prigione e chi fa Naufragio lascerà il gioco.
[Gentilmente concesso dal Fries Scheepvaart Museum]



In The Sailor Boy seguiamo la carriera del giovane marinaio statunitense alla fine dell`Ottocento tra promozioni e arretramenti, cominciando dal ruolo di mozzo sino a diventare, grazie alla abilità e alla fortuna, ammiraglio. Ma attenzione: la casella dell’insubordinazione ci può costringere a ricominciare il gioco da capo. An Exciting Motor Boat Race, invece, è un gioco dei primi del Novecento più semplice e dedicato ai bambini più piccoli, potremo gareggiare con i primi motoscafi da diporto. Bisogna arrivare primi al traguardo facendo attenzione agli ostacoli e alla temperatura del motore: il motoscafo rischia di incendiarsi!
[Gentilmente concessi dal dal Maine Maritime Museum, Bath (Maine), Stati Uniti]

sabato 17 maggio 2008

Dissected maps d'epoca e "quasi antiche"

Il Centro di documentazione per la storia, l’arte e l`immagine di Genova ha sede nelle cosiddette Dipendenze di Palazzo Rosso, il meno visibile dei tre corpi di fabbrica del complesso fatto costruire dalla famiglia Brignole-Sale fra XVII e XVIII secolo, e al suo interno sono attivi tre istituti, che conservano collezioni documentarie e artistiche fondamentali per lo studio delle vicende storiche e artistiche di Genova e della Liguria: la Biblioteca di Storia dell’Arte, l’Archivio fotografico del Comune, le Collezioni cartografica e fotografica. Sono qui conservate oltre 7.000 immagini (incisioni, disegni, acquerelli, dipinti…), databili dal XVI al XX secolo, che illustrano i diversi aspetti della vicenda urbana, architettonica, paesaggistica, del territorio genovese e ligure. Spiccano i nomi di Giolfi, Garibbo, P.D. Cambiaso, Crotta, C. Barabino. La donazione di Edward Berry, viaggiatore e conoscitore stabilitosi in Liguria all`inizio del XX secolo, ha arricchito le collezioni di un prezioso fondo cartografico.



In omaggio a questa collezione sono stati riprodotti giochi d’epoca a tema geografico, come Europe divided into its kingdoms &c. (circa 1760) – John Spilsbury, prospero editore londinese di carte geografiche, a un certo punto della sua carriera “inventa” quello che oggi conosciamo come puzzle: monta su legno le sue stampe colorate a mano e le fa ritagliare seguendo i confini dei paesi per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà.



Ma che sarebbe successo se, nella Genova del Settecento, qualche intraprendente editore avesse cominciato a fare tesoro dell’esperienza inglese? Se avesse montato su legno e ritagliato le carte geografiche che si vendevano al tempo, anche lui per “facilitare l’insegnamento della geografia”, il risultato sarebbe stato quello con cui si giocherà per la Notte dei Musei 2007 nel Cortile di Palazzo Rosso.



Ecco le carte della collezione del Comune che sono state riprodotte per il gioco dei visitatori:
  • Republica Genuensis et Ducatus Mediolanensis, Parmensis et Montisferrati Novissima Descriptio (Frederick de Wit, Carta degli Stati della Repubblica di Genova e dei Ducati di Milano, Parma e Monferrato), Amsterdam, seconda metà del XVII secolo.
  • Gli Stati d`Italia secondo le osservazioni fatte dalla Società degli Scienziati di Parigi... a cura degli eredi di Johan Baptist Homann, 1742
  • F. Delamarche, L’Europe divisée en ses différents États, 1818.

domenica 20 maggio 2007

Notte dei Musei, Biribissi a Palazzo Rosso



Anche per l'edizione 2007 dell'evento europeo della Nuit des Musées si è giocato, nell'atrio di Palazzo Rosso, fino a tarda ora con la riproduzione del Biribissi conservato nella collezione del museo.
Era severamente proibito a Genova, ciò che costituiva una ragione importante del favore di cui godeva, ma la proibizione non poteva estendersi alle riunioni private, poiché il governo non ha il diritto di esercitare il suo potere all’interno delle case. Insomma, trovai un biribissi impiantato in casa di madama Isolabella. I giocatori che lo tenevano andavano da un palazzo all’altro, quando erano chiamati, e gli amatori di quel gioco, avvertiti, non mancavano al convegno. Benché il Biribissi sia nel numero delle cose che mi sono più antipatiche, per fare come gli altri mi misi a giocare anche io. Nella sala in cui si giocava c’era un ritratto della padrona di casa in costume d’Arlecchina; e per un capriccio del caso c’era un’arlecchina anche nel tavoliere del biribissi. Per galanteria, cedendo a un impulso naturalissimo, scelsi quella casella e giocai su quella sola.
Giacomo Casanova (1725-1798), dalle Memorie scritte da lui medesimo

giovedì 25 maggio 2006

Archeologico, in gioco la Roma vista dal '700



In aggiunta al Ludus Latrunculorum e al Ludus Duodecim Scripta, per l'edizione 2006 della Nuit des Musées a Pegli si è guardato a Roma attraverso un gioco dell'oca a tema storico, il Grand Jeu de l'Histoire de Rome, depuis sa Fondation jusqu'a César Auguste, 2e Empereur (1771), riprodotto dall'esemplare nella collezione del Musée National dell'Education di Rouen. Si tratta di un gioco a metà strada fra il divertimento e l'istruzione per rampolli della nobiltà francese, con incisioni di quelle scene della storia romana che erano i punti base dell'apprendimento della materia. Spiega il tavoliere:
Il faut convenir de ce que l'on va jouer et ce qu'il faudra payer aux rencontres et accidens qu'on éprouve dans ce jeu, instructif pour les Enfants, et meme pour les grandes personnes.

domenica 21 maggio 2006

Biribissi "all'uso di Genova", o Giuoco Reale



Il Biribissi è una delle grandi passioni del Settecento italiano, causa di rovina per molte famiglie aristocratiche e ancora oggi tra i giochi proibiti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Il tavoliere proposto per la Notte dei Musei 2006 è la riproduzione di un esemplare settecentesco, dipinto a olio su tela, di proprietà della raccolta di Palazzo Rosso, e il gioco ha seguito le regole pubblicate da Raffaele Bisteghi nel Giuoco Pratico (1760), raccolta dei passatempi più diffusi nella buona società a cavallo tra XVIII e XIX secolo (ma con le monete di cioccolata).

giovedì 19 maggio 2005

Palazzo Bianco, si presenta il Biribissi



Musei di Strada Nuova / Palazzo Bianco - In occasione della Nuit des Musées, è stata presenta al pubblico la riproduzione di un esemplare di Biribissi settecentesco, conservato nella collezione del museo di Palazzo Rosso. (Foto di Silvia Ambrosi)

"Il Biribissi, vero gioco da ladri, faceva furore, come si suol dire, fra le dame d'alto lignaggio, e naturalmente anche fra gli uomini che le corteggiavano", scrive Casanova nella Storia della mia vita. "Antenato" della Roulette con cui si gioca oggi nei casinò, causa di rovina di molte famiglie aristocratiche dell'epoca e ancora oggi tra i giochi proibiti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il Biribissi è una delle grandi passioni del Settecento italiano. Si è giocato nell'atrio del palazzo sin oltre la mezzanotte sulla riproduzione di un tavoliere d'epoca, olio su tela, secondo le regole pubblicate da trattati d'allora. Proprio come Giacomo Casanova, che a Genova giocò la partita memorabile di cui parla nell'autobiografia.