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lunedì 3 maggio 2010

Palazzo Rosso, tornano i giochi del '600 e del '700



Per l'iniziativa europea della Notte dei Musei, il 15 maggio tornano a Genova, nell'atrio di Palazzo Rosso, in via Garibaldi, le riproduzioni di giochi settecenteschi.

Wallis’s Tour of Europe (1794)



Un “Giro d’Europa” con cui prepararsi per il “Grand Tour” indispensabile, nel Settecento, per completare l’educazione della nobiltà. Qui il gioco si snoda sui percorsi più trafficati dell’Europa del tempo e gli ostacoli riflettono, a un tempo, la realtà e le idee di allora. Ad Oporto, casella 58, famosa per i suoi vini, si eccede nel bere e perciò per punizione si viene spediti in Norvegia, casella 11; a St. Malo si viene presi per spie e si resta in prigione per due turni mentre ad Atene non vale la pena di perdere del tempo: è stata sottomessa dai Turchi e non è più il tempio dell’arte. Tavoliere e regole gentilmente concessi dalla State Library of South Australia.



Genova, “Capitale della Repubblica Genovese”, è la casella 73:
“[...] le sue strade sono così strette che in poche di esse possono passare le carrozze. Le chiese di Genova sono generalmente begli edifici, adorni di statue e dipinti, e i palazzi sono così numerosi che ce ne sono quattordici in una sola strada. Vi si trovano anche immense gallerie di quadri, superbi colonnati di marmo e una vasta profusione di edifici pubblici, che hanno un nobile effetto visti dal mare, e che hanno dato a questa città il titolo di Magnifica. Le principali manifatture dei Genovesi sono le sete e i velluti, celebrati per la loro magnificenza.”

Europe Divided into its Kingdoms &c (circa 1760) e altre carte



La dissected map pubblicata da John Spilsbury per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà e considerata il primo puzzle della storia. L’Italia del nord è ben conosciuta dai geografi inglesi dell’epoca: a sud di Roma vengono curiosamente citati, invece, paesi come Celano, Vico, Policastro.


Ma che sarebbe successo se, nella Genova del Settecento, qualche intraprendente editore avesse cominciato a fare tesoro dell’esperienza inglese? Se avesse montato su legno e ritagliato le carte geografiche che si vendevano al tempo, anche lui per “facilitare l’insegnamento della geografia”, il risultato sarebbe stato quello con cui si giocherà. Ecco le immagini della collezione cartografica del Comune che sono state riprodotte:
  • Republica Genuensis et Ducatus Mediolanensis, Parmensis et Montisferrati Novissima Descriptio (Frederick de Wit, Carta degli Stati della Repubblica di Genova e dei Ducati di Milano, Parma e Monferrato), Amsterdam, seconda metà del XVII secolo.
  • Gli Stati d'Italia secondo le osservazioni fatte dalla Società degli Scienziati di Parigi... a cura degli eredi di Johan Baptist Homann, 1742
  • F. Delamarche, L’Europe divisée en ses différents Etats, 1818.



Le Jeu de France (1659)




Nel Seicento il gioco, anche quello d’azzardo, comincia a diventare educativo. Il Cardinale Mazzarino fa produrre per Luigi XVI dei mazzi di carte che insegnino al giovane sovrano argomenti come la storia e la mitologia e Pierre du Val, “Geographe Ordinaire” del re, pubblica nel 1659 Le Jeu de France per “insegnare divertendo” la geografia alle dame e alla gioventù. E nel gioco si riflettono anche le vicende drammatiche della guerra: chi arriva nella casella 3, ad esempio, quella del Ponthieu, prenderà la posta e la porterà a Parigi, casella 8, per riferire i progressi delle armate del re, impegnate nella guerra contro la Spagna, mentre chi si imbarca a Marsiglia (casella 58) cade prigioniero dei pericolosi Corsari di Algeri che al tempo infestavano il Mediterraneo.



Un gioco per famiglie -- anche reali, come racconta Thierry Depaulis nell'articolo "Jeux nouveaux, jeux renouvelés" pubblicato in occasione della mostra Jeux de princes Jeux de vilains alla Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi nel 2009:
Le jeu de l’oie se rencontre souvent dans le Journal de Jean Héroard, médecin du petit Louis XIII. En avril 1612, le jeune roi "joue à l’oye, Mrs de Vendome, le Grand Escuier et d’Espernon avecques". Louis XIII y a pris goût : encore en 1628, il "s’amuse à jouer à l’oye "pendant le siège de La Rochelle. Le succès du jeu lui vaut de voir ses règles reproduites dans la première édition de La Maison académique (Paris, 1654), dont le texte est en tout point identique, erreurs comprises, à celui donné par les héritiers de Benoît Rigaud en 1600.
E la copia su cui si gioca a Palazzo Rosso porta il timbro della Biblioteca Reale (e anche, più tardo, quello della Biblioteca Imperiale).

sabato 17 maggio 2008

Dissected maps d'epoca e "quasi antiche"

Il Centro di documentazione per la storia, l’arte e l`immagine di Genova ha sede nelle cosiddette Dipendenze di Palazzo Rosso, il meno visibile dei tre corpi di fabbrica del complesso fatto costruire dalla famiglia Brignole-Sale fra XVII e XVIII secolo, e al suo interno sono attivi tre istituti, che conservano collezioni documentarie e artistiche fondamentali per lo studio delle vicende storiche e artistiche di Genova e della Liguria: la Biblioteca di Storia dell’Arte, l’Archivio fotografico del Comune, le Collezioni cartografica e fotografica. Sono qui conservate oltre 7.000 immagini (incisioni, disegni, acquerelli, dipinti…), databili dal XVI al XX secolo, che illustrano i diversi aspetti della vicenda urbana, architettonica, paesaggistica, del territorio genovese e ligure. Spiccano i nomi di Giolfi, Garibbo, P.D. Cambiaso, Crotta, C. Barabino. La donazione di Edward Berry, viaggiatore e conoscitore stabilitosi in Liguria all`inizio del XX secolo, ha arricchito le collezioni di un prezioso fondo cartografico.



In omaggio a questa collezione sono stati riprodotti giochi d’epoca a tema geografico, come Europe divided into its kingdoms &c. (circa 1760) – John Spilsbury, prospero editore londinese di carte geografiche, a un certo punto della sua carriera “inventa” quello che oggi conosciamo come puzzle: monta su legno le sue stampe colorate a mano e le fa ritagliare seguendo i confini dei paesi per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà.



Ma che sarebbe successo se, nella Genova del Settecento, qualche intraprendente editore avesse cominciato a fare tesoro dell’esperienza inglese? Se avesse montato su legno e ritagliato le carte geografiche che si vendevano al tempo, anche lui per “facilitare l’insegnamento della geografia”, il risultato sarebbe stato quello con cui si giocherà per la Notte dei Musei 2007 nel Cortile di Palazzo Rosso.



Ecco le carte della collezione del Comune che sono state riprodotte per il gioco dei visitatori:
  • Republica Genuensis et Ducatus Mediolanensis, Parmensis et Montisferrati Novissima Descriptio (Frederick de Wit, Carta degli Stati della Repubblica di Genova e dei Ducati di Milano, Parma e Monferrato), Amsterdam, seconda metà del XVII secolo.
  • Gli Stati d`Italia secondo le osservazioni fatte dalla Società degli Scienziati di Parigi... a cura degli eredi di Johan Baptist Homann, 1742
  • F. Delamarche, L’Europe divisée en ses différents États, 1818.