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venerdì 27 giugno 2014

Il Biribissi della collezione Luxoro in mostra al museo


"Un gioco d'azzardo, quindi, un antenato della moderna roulette, ma come è tipico della civiltà settecentesca, anche un manufatto raffinato, un gioco-opera d'arte, grazie alle delicate figurine dipinte a tempera sulla tela, che costituiscono un compendio dell'imagerie dell'epoca. Infatti, oltre alle immagini allegoriche, come la Fortuna e la Vanità, le numerose raffigurazioni di animali, di fiori e di frutti rimandano ad un intreccio di simboli di origine antica, mentre la galleria di personaggi come il Turco, il Gentiluomo, la Dama, il Tamburino e le maschere della Commedia dell'Arte alludono a vari aspetti della cultura e della società settecentesca. La presenza dell'emblema della Repubblica [di Genova], oltre alle varie armi araldiche di famiglie aristocratiche genovesi, come i Doria e gli Spinola, attesta senza ombra di dubbio la destinazione locale del Biribis Luxoro."
Museo Giannettino Luxoro, Genova

domenica 6 gennaio 2013

Il Biribissi al Museo Luxoro di Nervi

Scrive Vivere Genova:
Il Biribis è uno dei più diffusi giochi di società settecenteschi, antenato della moderna roulette. Nelle collezioni del Museo Luxoro è conservato un prezioso esemplare, recentemente restaurato ed esposto al pubblico. Nella giornata del 6 gennaio, dalle ore 14 alle 19, i visitatori, adulti e bambini, oltre a ripercorrere la storia di questo curioso oggetto, potranno utilizzare attivamente il gioco.
Sotto, la curatrice del museo Luxoro, Loredana Pessa, ai microfoni di Radio Monte Carlo.

giovedì 9 giugno 2011

Giuoco Reale, due biribissi del '700 a confronto



"Giuoco Reale. Denari in tavola. Oro coperto non si paga". Sopra, il tavoliere a olio su tela nelle collezioni dei Musei di Strada Nuova e con la cui riproduzione si è giocato in qualche occasione a Palazzo Rosso.

Sotto, l'acquaforte che avverte "Jeu Royal. Or couvert ne se paye pas", scovata da GiochiDell'Oca.it nelle collezioni Rothschild di Waddesdon Manor, in Gran Bretagna. La struttura è ornata da immagini disegnate con un tratto più elegante e i bordi superiore e inferiore permettono di scommettere anche su gruppi di figure: donne, stemmi, uccelli, quadrupedi, uomini, frutti. L'ultima colonna a destra è dedicata al mare e ai bastimenti e fa vincere il banco, come d'abitudine nel Biribissi "all'uso di Genova".



Una versione semplificata e didattica -- ricavata dalla stampa di Filippo Succhielli, fine XVI secolo, nella Raccolta Bertarelli -- è stata pubblicata online dal Victoria & Albert Museum in occasione della mostra At Home in Renaissance Italy (2006-2007) ed è scaricabile ancora oggi che sembra offline -- "To play this non-gambling version of the game you will need to first print out two sheets of the game", corsivo nostro -- la quale è a sua volta simile a un esemplare conservato al British Museum:
Game board with numbered pictorial compartments of objects, animals and characters from 1 to 42 in six rows of seven, beneath which instructions in letterpress on how to play the game. At the bottom, in three rows of fourteen, smaller numbered versions of the pictures in the compartments in the same order"; XIX secolo?

domenica 20 maggio 2007

Notte dei Musei, Biribissi a Palazzo Rosso



Anche per l'edizione 2007 dell'evento europeo della Nuit des Musées si è giocato, nell'atrio di Palazzo Rosso, fino a tarda ora con la riproduzione del Biribissi conservato nella collezione del museo.
Era severamente proibito a Genova, ciò che costituiva una ragione importante del favore di cui godeva, ma la proibizione non poteva estendersi alle riunioni private, poiché il governo non ha il diritto di esercitare il suo potere all’interno delle case. Insomma, trovai un biribissi impiantato in casa di madama Isolabella. I giocatori che lo tenevano andavano da un palazzo all’altro, quando erano chiamati, e gli amatori di quel gioco, avvertiti, non mancavano al convegno. Benché il Biribissi sia nel numero delle cose che mi sono più antipatiche, per fare come gli altri mi misi a giocare anche io. Nella sala in cui si giocava c’era un ritratto della padrona di casa in costume d’Arlecchina; e per un capriccio del caso c’era un’arlecchina anche nel tavoliere del biribissi. Per galanteria, cedendo a un impulso naturalissimo, scelsi quella casella e giocai su quella sola.
Giacomo Casanova (1725-1798), dalle Memorie scritte da lui medesimo

domenica 21 maggio 2006

Biribissi "all'uso di Genova", o Giuoco Reale



Il Biribissi è una delle grandi passioni del Settecento italiano, causa di rovina per molte famiglie aristocratiche e ancora oggi tra i giochi proibiti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Il tavoliere proposto per la Notte dei Musei 2006 è la riproduzione di un esemplare settecentesco, dipinto a olio su tela, di proprietà della raccolta di Palazzo Rosso, e il gioco ha seguito le regole pubblicate da Raffaele Bisteghi nel Giuoco Pratico (1760), raccolta dei passatempi più diffusi nella buona società a cavallo tra XVIII e XIX secolo (ma con le monete di cioccolata).

giovedì 19 maggio 2005

Palazzo Bianco, si presenta il Biribissi



Musei di Strada Nuova / Palazzo Bianco - In occasione della Nuit des Musées, è stata presenta al pubblico la riproduzione di un esemplare di Biribissi settecentesco, conservato nella collezione del museo di Palazzo Rosso. (Foto di Silvia Ambrosi)

"Il Biribissi, vero gioco da ladri, faceva furore, come si suol dire, fra le dame d'alto lignaggio, e naturalmente anche fra gli uomini che le corteggiavano", scrive Casanova nella Storia della mia vita. "Antenato" della Roulette con cui si gioca oggi nei casinò, causa di rovina di molte famiglie aristocratiche dell'epoca e ancora oggi tra i giochi proibiti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il Biribissi è una delle grandi passioni del Settecento italiano. Si è giocato nell'atrio del palazzo sin oltre la mezzanotte sulla riproduzione di un tavoliere d'epoca, olio su tela, secondo le regole pubblicate da trattati d'allora. Proprio come Giacomo Casanova, che a Genova giocò la partita memorabile di cui parla nell'autobiografia.

venerdì 13 maggio 2005

«Giochi proibiti, l'arte si accende dopo il tramonto»

La notte bianca dei musei, domani, screziata di proibito. Dalle 20 alle 24, dieci musei civici e la galleria nazionale di Palazzo Spinola di Pellicceria si spalancheranno, gratuitamente, al pubblico: è la prima "Notte dei musei", iniziativa cui Genova aderisce insieme a duemila gallerie europee. Una primavera di alta cultura, cui si aggiunge una novità: il 59° Premio Strega debutterà a Palazzo Ducale.

Il 26 maggio dalle 18 verranno presentati i libri candidati all'edizione 2005 da cui verrà scelta la cinquina per la finale del concorso il 7 luglio a Roma. Protagonista della notte, a Palazzo Rosso, un gioco d'azzardo settecentesco, tuttora proibito: il Biribissi. Specie di roulette che mandò in rovina più di una nobile famiglia genovese. Si giocava la dote, la virtù della moglie, l'argenteria di famiglia. Condannato dal Minor Consiglio, fece arricchire Giacomo Casanova in una sola notte trascorsa in città (ripartì per Venezia con danari, tappeti e candelabri genovesi avendo razziato il banco). Duemila candele profumate illumineranno i vicoli del centro storico tra i musei di via Garibaldi, Palazzo Spinola, Campetto e Banchi. I negozi della zona saranno aperti fino alle 23, le piazze animate (grazie alla Circoscrizione Centro-Est e ai Civ Meridiana, Lomellini, Maddalena, via Luccoli, Consorzio Loggia di Banchi): un dj set nel minuscolo vico Neve, jazz in piazza Lavagna, tango in piazza di Pellicceria.

 «Nella prima notte dei musei europei Genova s'illumina davvero - annuncia Luca Borzani, assessore alla Cultura - non solo offrendo gratuitamente le proprie collezioni, ma proponendo percorsi insoliti: si attiva così l' osmosi tra beni culturali e territorio». Il gioco, il racconto e la musica: sono i temi conduttori, che impunturano la notte dal centro a Pegli e sino a Nervi (dove i negozi saranno aperti tutta la notte). Ovunque, si giocherà: «Abbiamo voluto riportare all' interno dei musei i giochi che appartenevano alle dimore che li ospitano o al periodo approfondito dalla collezione», spiega Pier Paolo Rinaldi, curatore del tema ludico. Così, se a Palazzo Rosso si rischia con il famigerato Biribissi, all'archeologico di Pegli rotoleranno le biglie di epoca romana.

A Sant'Agostino il gioco dell'oca: le caselle del percorso stampate su carta, nel Cinquecento, erano avveniristiche come oggi il Game Boy. Al D'Albertis c'è l'awelè africano (cui giocavano gl'ingegneri delle piramidi, nelle notti di stelle, per allenarsi con i modelli matematici). Alla Gam di Nervi, il puritanesimo americano nei giochi ottocenteschi: in una specie di Monopoli se si cade nella casella "passione", si retrocede alla casella "acqua fredda". Dalle 19 alle 24, Palazzo Spinola (con Capodimonte a Napoli, la Gam a Roma e gli Uffizi a Firenze unici quattro musei nazionali designati per aderire alla notte europea) accompagnerà bambini e grandi alla scoperta dei suoi segreti e delle due mostre in corso. Fino alle 23, aperte le quattro mostre sul Giappone a Palazzo Ducale (a pagamento). [...]