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sabato 27 febbraio 2016

Il gioco dell'oca in mostra: NY, Chatham e Oxford


The Royal Game of the Goose: Four Hundred Years of Printed Board Games, The Grolier Club. "The Royal Game of the Goose is one of the earliest printed board games, going back to the Middle Ages – and one of the simplest: just roll the dice and move along its spiral track. The graphically vibrant Grolier Club exhibition of the same name brings together more than 70 of these games, almost all from the rich international collection of curator Adrian Seville. These beautiful and striking printed games are hardly known in the U.S., and Mr. Seville’s unique exhibition provides deep insights into the cultural history of Europe, with some fascinating glimpses of America, too." [Acquista il catalogo]

War Games, V&A Museum of Childhood: "War Games explores the many fascinating, and often surprising, relationships that exist between, on the one hand, war and conflict and, on the other, children's toys and play. This thought-provoking exhibition features toy soldiers and action figures, toy weapons and ‘anti-war’ toys, board and computer games and archive documents, as well as a broad range of powerful visual material, including photographs, packaging and advertising material."

Playing with history, Bodleian Library: "Playing with History celebrates Richard Ballam's donation to the Bodleian of his rich and varied collection of games and pastimes. This small selection of items from the wider collection gives us insights into the presentation of history to children, and the ways in which they were encouraged to engage with contemporary issues, such as War and Empire through game play."

martedì 1 maggio 2012

Ganzenbord, il gioco dell'oca a teatro

Google traduce dall'olandese:
Beumer Drost e presente: "Goose", uno spettacolo familiare in cui il celebre gioco da tavolo è sinonimo di vita. Un marito e moglie entrare a magsicher significa letteralmente il mondo dei Goose. Giocano la partita della loro vita ...

venerdì 27 aprile 2012

The Royal Game of the Goose al Penn Museum

In conjunction with the University of Pennsylvania's Year of Games 2011 - 2012, join Penn Museum Registrar Chrisso Boulis in exploring the historical European past time, the Royal Game of the Goose.

lunedì 9 aprile 2012

Exeter, i giochi "for the Amusement of Youth"

Sopra, The Mansion of Bliss, a New Game for the Amusement of Youth (1822); sotto, Jeu des exercices militaires de l'Infanterie Française et des manoeuvres du canon (circa 1780); al centro, British and Foreign Birds. A New Game. Moral, Instructive and Amusing. Designed to Allure the Minds of Youth to an Acquaintance with the Wonders of Nature (1820).

In mostra al Centre for Contemporary Art and the Natural World di Exeter giochi dell'oca e di percorso, istruttivi e d'epoca, in un'esposizione a cura di Adrian Seville e Clive Adams. Con alcuni (originali, e sotto vetro) si può anche giocare:
Games hold a mirror to civilization; they build bonds, trust and strengthen social relationships. For the Cultural Olympiad, CCANW is exploring – through a range of exhibitions and activities that are participatory and fun – what games can tell us about ‘human nature’; and how a deeper understanding of the advantages of cooperation can help us all to address the needs of the planet at this time.

Indoors, the exhibitions are presented in two parts. The first shows a selection of remarkable early board games – some of which may be played – which were intended as guides to moral improvement or general knowledge, war games devised by Guy Debord and H.G. Wells, and documentation of unusual local games, past and present.
Centre for Contemporary Art and the Natural World, Games People Play (6 aprile - 30 settembre), Haldon Forest Park, Exeter, Devon.

sabato 3 marzo 2012

sabato 2 luglio 2011

Massimo Bucchi (et al.) da domenica 10 in mostra

Nell'immagine: vignetta di Bucchi per Repubblica, febbraio 1995
Inaugura domenica 10 luglio, presso la Fondazione Remotti di Camogli, la mostra M'immagino d'immenso. Calembour di imagini e parole, a cura di Barbara Schiaffino e Ferruccio Giromini, per l'edizione 2011 del Premio Skiaffino. Opere di Gualtiero Schiaffino, Giorgio Cavallo, Sergio Fedriani, Massimo Bucchi, Massimiliano Tappari e dei vincitori del "Concorso per un calembour visivo".

La mostra è promossa dalla Città di Camogli in collaborazione con la Regione Liguria, il Sistema turistico locale "Terre di Portofino" e la Rivista Andersen.

In catalogo (in ordine di apparizione) testi di Barbara Schiaffino, Stefano Bartezzaghi, Marco Dallari, Pier Paolo Rinaldi, Ferruccio Giromini, Anselmo Roveda, Walter Fochesato.

Quale modo migliore, qui da noi, per accompagnare la notizia -- anche se l'evento si tiene in una fondazione che si occupa d'arte contemporanea e non in un museo -- che riproporre un'antica vignetta di Bucchi in cui il gioco dell'oca diventa metafora della "formazione del consenso"?

Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, via Castagneto 52, Camogli [GoogleMaps]. Tel. 0185 - 772137

domenica 15 maggio 2011

Das Zauberflötenspiel (1793) a Palazzo Rosso



Il Gioco del Flauto Magico durante la Notte dei Musei 2011. Il tavoliere viene stampato a Lipsia a soli sedici mesi di distanza dal grande successo dell’opera a Vienna, diretta dallo stesso Mozart, un esempio del successo della ripresa dell’opera a Lipsia, che conosce ben 15 repliche. Le illustrazioni delle caselle del gioco, ad opera di Joseph Kerndörfer, ripropongono le scene e i costumi di questa seconda edizione, restituendoci quell’aspetto che Tamino e Pamina, Papageno e Papagena e gli altri personaggi avevano all’epoca delle prime rappresentazioni di un’opera che oggi siamo abituati a collegare all’arte di Lele Luzzati.

[ Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso | Gentilmente concesso dalla Stiftung Mozarteum, Salisburgo, regole proposte da Rainer Buland ]

martedì 12 aprile 2011

Il Nobile e Molto Dilettevole Gioco dell'Oca


Per la Notte dei musei 2011 torna ai Musei di Strada Nuova / Palazzo Rosso, insieme con gli altri giochi fra Seicento e primo Ottocento, un gioco dell'oca inglese del XIII secolo quasi identico a quello pubblicato, come scrivono Adrian Seville e John Spear su The Ephemerist (inverno 2010), da John Overton nel 1660, data che rende la stampa in questione il più antico gioco dell'oca inglese che si conosca.



Le differenze tra le due stampe sono poche: all'etichetta incollata dopo la produzione del più antico -- "‘Sold at the Black Lyon in Exeter Exchange in the Strand London, where you may have Musick Prick’d." -- nel gioco a sinistra si sostituisce la dicitura a stampa "Printed and Sold by W. Dicey at his Printing Office in Bow Church Yard near Cheapside London" del più recente. E naturalmente lo spelling del nome del gioco, che da THE ROYALL & MOST PLEASANT GAME OF Y GOOSE diventa, lectio facilior, un più corrente THE ROYAL AND MOST PLEASANT GAME OF THE GOOSE.



L'etichetta della copia pubblicata nell'articolo dell'Ephemerist, che proviene dalla Morgan Library di New York, nasconde il nome dello stampatore. Il nome di John Overton (1640-1713) compare invece in un'altra riproduzione, che viene venduta da Colonial Williamsburg, il parco a tema americano (insieme con la riproduzione di dadi di legno dell'epoca che, messi alla prova, sono stati subito sostituiti con quelli moderni). La didascalia della copia in commercio proviene da un'altra collezione (l'altro esemplare è presente nella "Opie collection", spiega l'articolo: l'Opie Collection of Children's Literature della Bodleiana?)
Invented at the Consistory in Rome and are printed and sould by John Overton against St Sepulchers Church: in London.


Seville e Spear commentano anche l'iconografia del gioco e la persistenza di questa nella produzione successiva (e l'"inventato a Roma nel Concistoro" sembra confermare l'ipotesi satirica che avanzano):
The medallions in the English game are thought to be a local addition [rispetto all'origine italiana del gioco]. They have no playing significance but appear to have been introduced for the sake of topicality, at a time when tension between Royalists and Parliamentarians was acute: the surmise is that they represent a Parliamentarian (on the left) slapping the face of a Royalist on the right. [...]

Interestingly, something very like the John Overton game was adopted in the Netherlands as a standard form of the Goose game. It was copied and re-engraved by different publishers over several centuries with only minor variations, usually retaining the Parliamentarian/Royalist medallions despite these being of no significance in Holland.


La copia con cui si gioca a Palazzo Rosso è stata gentilmente fornita dalla State Library of South Australia, Adelaide. La riproduzione contemporanea e i dadi sono acquistabili online.)

lunedì 3 maggio 2010

Palazzo Rosso, tornano i giochi del '600 e del '700



Per l'iniziativa europea della Notte dei Musei, il 15 maggio tornano a Genova, nell'atrio di Palazzo Rosso, in via Garibaldi, le riproduzioni di giochi settecenteschi.

Wallis’s Tour of Europe (1794)



Un “Giro d’Europa” con cui prepararsi per il “Grand Tour” indispensabile, nel Settecento, per completare l’educazione della nobiltà. Qui il gioco si snoda sui percorsi più trafficati dell’Europa del tempo e gli ostacoli riflettono, a un tempo, la realtà e le idee di allora. Ad Oporto, casella 58, famosa per i suoi vini, si eccede nel bere e perciò per punizione si viene spediti in Norvegia, casella 11; a St. Malo si viene presi per spie e si resta in prigione per due turni mentre ad Atene non vale la pena di perdere del tempo: è stata sottomessa dai Turchi e non è più il tempio dell’arte. Tavoliere e regole gentilmente concessi dalla State Library of South Australia.



Genova, “Capitale della Repubblica Genovese”, è la casella 73:
“[...] le sue strade sono così strette che in poche di esse possono passare le carrozze. Le chiese di Genova sono generalmente begli edifici, adorni di statue e dipinti, e i palazzi sono così numerosi che ce ne sono quattordici in una sola strada. Vi si trovano anche immense gallerie di quadri, superbi colonnati di marmo e una vasta profusione di edifici pubblici, che hanno un nobile effetto visti dal mare, e che hanno dato a questa città il titolo di Magnifica. Le principali manifatture dei Genovesi sono le sete e i velluti, celebrati per la loro magnificenza.”

Europe Divided into its Kingdoms &c (circa 1760) e altre carte



La dissected map pubblicata da John Spilsbury per “facilitare l’insegnamento della geografia” ai rampolli della nobiltà e considerata il primo puzzle della storia. L’Italia del nord è ben conosciuta dai geografi inglesi dell’epoca: a sud di Roma vengono curiosamente citati, invece, paesi come Celano, Vico, Policastro.


Ma che sarebbe successo se, nella Genova del Settecento, qualche intraprendente editore avesse cominciato a fare tesoro dell’esperienza inglese? Se avesse montato su legno e ritagliato le carte geografiche che si vendevano al tempo, anche lui per “facilitare l’insegnamento della geografia”, il risultato sarebbe stato quello con cui si giocherà. Ecco le immagini della collezione cartografica del Comune che sono state riprodotte:
  • Republica Genuensis et Ducatus Mediolanensis, Parmensis et Montisferrati Novissima Descriptio (Frederick de Wit, Carta degli Stati della Repubblica di Genova e dei Ducati di Milano, Parma e Monferrato), Amsterdam, seconda metà del XVII secolo.
  • Gli Stati d'Italia secondo le osservazioni fatte dalla Società degli Scienziati di Parigi... a cura degli eredi di Johan Baptist Homann, 1742
  • F. Delamarche, L’Europe divisée en ses différents Etats, 1818.



Le Jeu de France (1659)




Nel Seicento il gioco, anche quello d’azzardo, comincia a diventare educativo. Il Cardinale Mazzarino fa produrre per Luigi XVI dei mazzi di carte che insegnino al giovane sovrano argomenti come la storia e la mitologia e Pierre du Val, “Geographe Ordinaire” del re, pubblica nel 1659 Le Jeu de France per “insegnare divertendo” la geografia alle dame e alla gioventù. E nel gioco si riflettono anche le vicende drammatiche della guerra: chi arriva nella casella 3, ad esempio, quella del Ponthieu, prenderà la posta e la porterà a Parigi, casella 8, per riferire i progressi delle armate del re, impegnate nella guerra contro la Spagna, mentre chi si imbarca a Marsiglia (casella 58) cade prigioniero dei pericolosi Corsari di Algeri che al tempo infestavano il Mediterraneo.



Un gioco per famiglie -- anche reali, come racconta Thierry Depaulis nell'articolo "Jeux nouveaux, jeux renouvelés" pubblicato in occasione della mostra Jeux de princes Jeux de vilains alla Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi nel 2009:
Le jeu de l’oie se rencontre souvent dans le Journal de Jean Héroard, médecin du petit Louis XIII. En avril 1612, le jeune roi "joue à l’oye, Mrs de Vendome, le Grand Escuier et d’Espernon avecques". Louis XIII y a pris goût : encore en 1628, il "s’amuse à jouer à l’oye "pendant le siège de La Rochelle. Le succès du jeu lui vaut de voir ses règles reproduites dans la première édition de La Maison académique (Paris, 1654), dont le texte est en tout point identique, erreurs comprises, à celui donné par les héritiers de Benoît Rigaud en 1600.
E la copia su cui si gioca a Palazzo Rosso porta il timbro della Biblioteca Reale (e anche, più tardo, quello della Biblioteca Imperiale).

martedì 30 giugno 2009

Smith, The New Game of Mont Blanc (1856-1870)



Courmayeur (AO) - Sopra: gioco di percorso The New Game of Mont Blanc (Charles Warren, London 1861, gentilmente concesso dall'Alpine Club, London). Esposto nella mostra Albert Smith e il Monte Bianco, Museo Transfrontaliero, Courmayeur, giugno 2009-aprile 2010, a cura di Pier Paolo Rinaldi.



Sotto: in una delle vetrine sullo sfondo un'altra edizione del gioco (A.N. Myers & Co., London 1868, gentilmente concesso dal Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi", Club Alpino Italiano, Torino) e in primo piano la riproduzione con cui hanno potuto giocare i visitatori della mostra dedicata ad Albert Smith (1816-1860), autore e intrattenitore vittoriano e "inventore", per molti aspetti, dell'alpinismo che conosciamo oggi. (Foto Lanzeni, Courmayeur.)


"Si è fin qui ritenuto", scrive Piero Nava nel saggio 'Smith e il gioco del Monte Bianco' (2006) "che di quest'ultimo esistessero due edizioni e che i pochi (una ventina, forse una trentina) esemplari sopravvissuti fossero tra loro uguali; al contrario, si contano almeno quattro edizioni, con notevoli varianti nel disegno, pubblicate probabilmente tra il 1856 e il 1870." Nell'ultima edizione, parzialmente ridisegnata, nella Mer de Glace (casella n. 35) appare addirittura una barchetta."

Qualche immagine della mostra (foto Lanzeni, Courmayeur).

domenica 17 maggio 2009

Mazziniano, il gioco e la storia politica


Museo del Risorgimento - Istituto Mazziniano. Qui abbiamo raccolto, in omaggio al luogo dedicato ai tempi e agli uomini che hanno portato all’unità d’Italia, giochi in cui si riflettono i grandi momenti storici che hanno lasciato un segno nella storia europea e del nostro paese tra Settecento e Ottocento.



L´Italia del secolo decimonono ossia il nuovissimo giuoco dell´oca viene pubblicato il 25 febbraio 1861 dal giornale milanese La Cicala Politica ed è ricco di allegorie (la Sacra Pantofola papale) e di ritratti di eventi (Villafranca), luoghi (il carcere dello Spielberg), figure storiche maggiori e minori (come Cavour e i Carbonari), e di ritratti di quei momenti e personaggi storici che ricordiamo dai tempi della scuola, come il Concordato e Vittorio Alfieri, l`armistizio di Villafranca e Ugo Foscolo, Cavour e i Fratelli Bandiera.
[ Gentilmente concesso dal Museo Centrale del Risorgimento, Roma ]

Il Jeu de la Révolution Française è stato stampato a Parigi l’anno della presa della Bastiglia, l’evento ricordato nella prima casella di un percorso che porterà al ritorno del re alle Tuileries e alla convocazione dell’Assemblea Nazionale (5 maggio 1789). Lungo la strada incontreremo avvenimenti grandi e piccoli cui la Rivoluzione ha dato l’avvio, l’istituzione del Giudice di Pace, le giurie popolari, “il sale a un soldo alla libbra” e il riconoscimento della cittadinanza agli ebrei. In un campo di grano un contadino scaccia un prete con un gesto solenne: sono state cancellate le decime sui raccolti da pagare al clero. Tradotto dal francese a cura dell’Alliance Française de Gênes.

Nel 1821, poco dopo la morte di Napoleone, viene pubblicato con singolare tempismo – quasi un marketing ante litteram – il Jeu Historique de la Vie de Napoléon che raccoglie in ordine cronologico i momenti più importanti della sua vita di uomo e di condottiero non chiusa dalla morte (casella 43) ma da una sua vera e propria apoteosi, assiso su una nuvola. Se si cade a Waterloo si è costretti a ricominciare il gioco da capo, a Sant’Elena si perdono due giri, e in un angolo del tavoliere vediamo persino il futuro imperatore da bambino che, al collegio di Brienne, dà lezioni di strategia ai compagni durante una battaglia a palle di neve. Tradotto dal francese a cura dell’Alliance Française de Gênes. e gentilmente concesso dal Musée National de l`Éducation, Saint-Ouen l`Aumone, Francia.

domenica 25 maggio 2008

Genova, giochi dedicati al mare al Museo navale



Nouveau jeu de la Marine, Dedié / A. S. A. S. Monseigneur le Duc de Penthièvres Amiral de / France, Governeur de Bretagne &c. Pour son humble Serviteur Crépy. A Paris chez Crépy rue S. Jacques à S. Pierre pres de la rue de la Parcheminerie. Incisore: M. Jeanne Chapoulant, 1768.

Le Nouveau Jeu de la Marine al Museo navale di Genova (Pegli) per la versione pomeridiana della Nuit des Musées 2008, tradotto dal francese a cura dell'Alliance Française de Gênes.
Stampato a Parigi da Crépy nel 1768, riporta i vessilli dei dodici paesi marinari d'Europa (tra cui Genova e, curiosamente, lo Stato della Chiesa) e gli aspetti più importanti della marineria per "l'istruzione della giovinezza". Scopriamo così i vari gradi degli ufficiali, l'aspetto della Tartana e della Fregata, la tecnica dell'Abbordaggio, la Tempesta e la Calma Piatta. Chi diventa Corsaro andrà in prigione e chi fa Naufragio lascerà il gioco.
[Gentilmente concesso dal Fries Scheepvaart Museum]



In The Sailor Boy seguiamo la carriera del giovane marinaio statunitense alla fine dell`Ottocento tra promozioni e arretramenti, cominciando dal ruolo di mozzo sino a diventare, grazie alla abilità e alla fortuna, ammiraglio. Ma attenzione: la casella dell’insubordinazione ci può costringere a ricominciare il gioco da capo. An Exciting Motor Boat Race, invece, è un gioco dei primi del Novecento più semplice e dedicato ai bambini più piccoli, potremo gareggiare con i primi motoscafi da diporto. Bisogna arrivare primi al traguardo facendo attenzione agli ostacoli e alla temperatura del motore: il motoscafo rischia di incendiarsi!
[Gentilmente concessi dal dal Maine Maritime Museum, Bath (Maine), Stati Uniti]

mercoledì 2 aprile 2008

Luzzati, il gioco dell'oca della Gazza Ladra



La gigantografia del gioco (tondo) con su cui si può giocare nella mostra Emanuele Luzzati. Giochi carte e tarocchi al Museo Luzzati. Scrive il museo:
un’occasione unica per vedere raccolti bozzetti, studi, serigrafie e realizzazioni di veri e propri giochi da tavolo con tanto di regolamento. Ad alcuni di questi verranno dedicate “stanze” con tavoli da gioco e pedine, in particolare con il “Dilettevole giuoco della Gazza Ladra”, di cui verrà esposto anche il bozzetto originale e un divertente “mobile” alla Calder, con il gioco dell’oca realizzato con i manifesti il cui regolamento venne scritto da Rita Cirio, con il grande gioco da pavimento a tema Pierino e il Lupo che, per la gioia di tutti i bambini, verrà organizzato e animato alla domenica e, su prenotazione, per le scuole che parteciperanno ai laboratori del museo.

lunedì 21 maggio 2007

"Garibaldi e le sue battaglie" al Mazziniano



Ai giochi dell'oca legati alla Rivoluzione Francese, a Napoleone e al Risorgimento, si aggiunge la novità 2007, il gioco da ritagliare e costruire intitolato Garibaldi e le sue battaglie (Marca Stella, 1890).



giovedì 25 maggio 2006

Archeologico, in gioco la Roma vista dal '700



In aggiunta al Ludus Latrunculorum e al Ludus Duodecim Scripta, per l'edizione 2006 della Nuit des Musées a Pegli si è guardato a Roma attraverso un gioco dell'oca a tema storico, il Grand Jeu de l'Histoire de Rome, depuis sa Fondation jusqu'a César Auguste, 2e Empereur (1771), riprodotto dall'esemplare nella collezione del Musée National dell'Education di Rouen. Si tratta di un gioco a metà strada fra il divertimento e l'istruzione per rampolli della nobiltà francese, con incisioni di quelle scene della storia romana che erano i punti base dell'apprendimento della materia. Spiega il tavoliere:
Il faut convenir de ce que l'on va jouer et ce qu'il faudra payer aux rencontres et accidens qu'on éprouve dans ce jeu, instructif pour les Enfants, et meme pour les grandes personnes.

sabato 8 aprile 2006

Un Giro del Mondo del 1890 per il Capitano

In omaggio al padrone di casa, il Capitano D'Albertis (1846-1932), viaggiatore, scrittore, spirito avventuroso e curioso che ha attraversato la storia di mezzo secolo, legando la propria vita ai viaggi e inserendosi nella vicenda culturale della Genova di fine Ottocento, abbiamo presentato un gioco che non gli è solo contemporaneo, ma che è anche dedicato alla sua passione per il viaggio (e più semplice da giocare, per i più piccoli, di quelli della famiglia dell'awele/mancala).



Un Giro del Mondo italiano (Arti Grafiche Bertarelli, Milano 1890) che funziona come un gioco dell'oca e in cui si viaggia con i mezzi di trasporto dell'epoca; c'è una bandiera degli Stati Uniti con qualche stella di meno e i "Pirati Chinesi" spaventano i viaggiatori come i Tigrotti di Mompracem dei romanzi di Emilio Salgari. Il gioco ha anche qualche regola che oggi ci fa sorridere dei pregiudizi, ma anche dell'ingenuità, dell'Italia dell'Ottocento: chi capita nella casella 56, a esempio, "cade in potere degli Indiani Pelli-rosse che lo mangiano vivo" e viene eliminato dal gioco.


Scrive l'editore nel 1890:
Nell'offrire alle famiglie questo gioco, abbiamo avuto di mira il divertimento e l'istruzione. Rendere dilettevole la scienza, imprimere ad un passatempo di società la nobile missione di arricchire la mente di cognizioni utili e varie, ecco lo scopo che ci ha guidati in questa compilazione. Il Giro del Mondo è diviso in 80 numeri, seguendo l'itinerario della Società dei viaggi di studio intorno al mondo, residente in Parigi.

domenica 29 maggio 2005

I viaggi dell'oca alla Galleria d'arte moderna



Sopra, Le Prix de la Sagesse, ou La Fontaine en Jeu (à Paris chez Demonville, Imprimeur Libraire, Rue Christine N° 2, déposé à la Bibliothèque Impériale, 1810; esemplare acquarellato a mano del Musée national de l¹Education, Institut National de Recherche Pédagogique; vedi anche, su GiochiDell'Oca.it, l'esemplare in bianco e nero del British Museum); campeggia sullo sfondo il dipinto Dante e Virgilio incontrano Paolo e Francesca (1850), di Giuseppe Frascheri.



Sopra, Round the World with Nellie Bly nell'edizione in bianco e nero pubblicata sul World di New York il 26 gennaio 1890. Sotto, un gioco dell'oca italiano del XIX secolo.



Foto di Enrico Pierini.

venerdì 27 maggio 2005

Galleria d'arte moderna, giochi dal mondo dell'800

Il diciannovesimo secolo è un periodo in cui si vuole divertire ma soprattutto educare. Alla cosmopolita Galleria d'arte moderna, come omaggio agli artisti presenti nella raccolta, si è scelto di presentare giochi ottocenteschi provenienti da paesi stranieri.



Nell'Ottocento fioriscono in Europa molte versioni del gioco dell'oca, sul punto di sparire o quasi dal gioco degli adulti a trecento anni dalla sua nascita, come il francese Le Prix de la Sagesse, ou La Fontaine en Jeu (à Paris chez Demonville, Imprimeur Librarire, Rue Christine N° 2, déposé à la Bibliothèque Impériale, 1810), con i colori ingenui e sgargianti dell'Imagerie d'Epinal, che accompagna il gioco con le scene dalle famose fiabe di Jean de La Fontaine (1621-1695).
Il faut jouer ce jeu comme le jeu de l'Oie, et convenir seulement de répeter le vers du nombre où l'on devra mettre sa marque: celui qui ne pourra le dir paiera le prix convenu. Cette méthode rendra le jeu plus piquant, et aura l'avantage de graver dans la memoire de bons principles de morale.
(La copia è stata gentilmente concessa dal Musée national de l¹Education, Institut National de Recherche Pédagogique, Mont Saint-Aignan, Francia.)



Al museo è stato riprodotto un altro gioco a tema morale, The Mansion of Happiness. An instructive, moral and entertaining amusement (1843), il primo gioco da tavoliere prodotto in America. Le istruzioni si aprono con un incoraggiamento in rima:
At this amusement each will find
A moral fit t' improve the mind:
It gives to those their proper due,
Who various paths of virtue pursue,
And shows (while vice destruction brings)
That good from every virtue springs.
Be virtuos then and forward press
To gain the seat of happiness.
E non è da credere che per i bambini il raggiungimento della felicità fosse una conquista da dare per scontata. Precisava Lisa Greenberg, qualche anno fa, sul Los Angeles Times:
Even 100 years ago, if parents were asked, "What do you hope your children will be when they grow up?" the most honest answer would likely have been "alive." At a time in which nearly a third of all U.S. deaths were among children under the age of 5, happiness was a luxury.
In The Checkered Game of Life (pat. 1866) il giocatore parte dalla nascita per raggiungere l'Happy Old Age cercando di andare al college e di sposarsi, evitando la pigrizia, il gioco (quello d'azzardo), la povertà, la rovina e il suicidio, casella che lo elimina dal tavoliere, spostandosi su una scacchiera anziché lungo il percorso obbligato dei tavolieri che lo precedono.


The game represents, as indicated by the name, the checkered journey of life, and is intended to present to the minds of the young the various vices and virtues with which they will come in contact in their journey through life, and to illustrate the effects of each in a manner that will make a lasting impression on their minds, the whole being embodied in an attractive and entertaining amusement, well calculated to interest youth and adults.

(Nell'immagine: l'indicatore [dial] con cui ogni giocatore registra il proprio percorso sulla scacchiera e che spiega in quale direzione debba muovere la pedina a seconda del numero ottenuto.)

Un gioco, dunque, innovativo ma con precisione lo spirito che informa quell'America figlia delle colonie: al gioco, è stato dato questo nome perché oltre voler divertire "is intended to forcibly impress upon the minds of youth the great moral principles of virtue and vice" (corsivo nostro). Giochi che vogliono divertire ma anche indicare la retta via. E di successo, specie nei momenti di crisi. Scrive Margaret K. Hofer in The Games We Played. The Golden Age of Board & Table Games (2003):
At the outbreak of the Civil War, sales of board games soared as families turned inward to grapple with the deep split wrenching the nation. During the war's first winter season, The Checkered Game of Life sold an unprecedented 40,000 copies.
(Copie gentilmente concesse dalla Washington American Antiquarian Society, Worcester).



Round the World with Nellie Bly, invece, riprende l'antico meccanismo a spirale dell'oca per celebrare una conquista resa possibile dall'innovazione: i nuovi mezzi di trasporto hanno reso il mondo più piccolo. Si gioca con la pagina che il giornale World di New York ha dedicato il 26 gennaio 1890 a questa venticinquenne giornalista d'assalto (e, in qualche modo, "protofemminista") al suo ritorno dal giro del mondo in 72 giorni, uno dei quali è stato dedicato a una visita di cortesia a Jules Verne, ispiratore della sua titanica impresa. (La copia è stata gentilmente concessa dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, Washington).

domenica 15 maggio 2005

Le jeu de l'oye, renouvellé des Grecs (1597-1601)



Al Museo di Sant'Agostino, che ospita sculture, affreschi staccati italiani e liguri, reperti lapidei dal X al XVIII secolo, per la Notte dei Musei si può giocare coi più antichi giochi dell'oca sopravvissuti, tra cui Le jeu de l'oye, renouvellé des Grecs, jeu de grand plaisir, comme aujourd'huy princes & grands seigneur [sic] le pratiquent, A Lyon, par les heretiers de Benoist Rigaud (1597-1601, l'editore di Nostradamus), proveniente dalla raccolta del duca August von Brunswick-Luneburg, appassionato scacchista tedesco dell'epoca, concesso dalla Herzog-August Bibliothek, Wolfenbüttel. Non è ancora arrivato il tempo degli intenti didattici:
Est à noter que ledit Ieu est faict de nombres, depuis un jusques à soixante trois, & celui qui premier attainde à ce nombre final gaigne le Ieu. [...] ui ira au nombre 58, où y a une mort, paye le pris accordé, & recommence de nouveau. E qui serà troqué, paye le pris convenu, & aille au nombre de son compagnon.
Scriveva qualche decennio più tardi il padre Ménestrier, nella sua Bibliothèque curieuse et instructive:
Il y a une autre sorte de jeu, qui semble plus facile pour s’instruire, et qui paraît plus aisé à jouer; c’est le jeu de l’oie si commun et que l’on prétend être venu des Grecs, quoiqu’il n’en paraisse aucun vestige dans leurs auteurs. Ce jeu est beaucoup plus aisé que celui des cartes, parce qu’il est toujours tout entier exposé aux yeux des joueurs, et qu’étant fait en forme de limaçon ou de serpent plié spiralement, il est propre à marquer les choses que l’on veut apprendre
Così come si può giocare col Diletevole Gioco del’Ocha, italiano, conservato nella Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli" di Milano.



Un'altra xilografia più semplice, del secolo successivo (o forse una stampa settecentesca da una matrice più antica) e per un pubblico che conosce già le regole. Anche qui intrattenimento ma soprattutto azzardo, come avverte l'incisore del tavoliere:
Chi non vol perdere non giochi. / Chi perde suo danno che cosi va il gioco.

venerdì 13 maggio 2005

«Giochi proibiti, l'arte si accende dopo il tramonto»

La notte bianca dei musei, domani, screziata di proibito. Dalle 20 alle 24, dieci musei civici e la galleria nazionale di Palazzo Spinola di Pellicceria si spalancheranno, gratuitamente, al pubblico: è la prima "Notte dei musei", iniziativa cui Genova aderisce insieme a duemila gallerie europee. Una primavera di alta cultura, cui si aggiunge una novità: il 59° Premio Strega debutterà a Palazzo Ducale.

Il 26 maggio dalle 18 verranno presentati i libri candidati all'edizione 2005 da cui verrà scelta la cinquina per la finale del concorso il 7 luglio a Roma. Protagonista della notte, a Palazzo Rosso, un gioco d'azzardo settecentesco, tuttora proibito: il Biribissi. Specie di roulette che mandò in rovina più di una nobile famiglia genovese. Si giocava la dote, la virtù della moglie, l'argenteria di famiglia. Condannato dal Minor Consiglio, fece arricchire Giacomo Casanova in una sola notte trascorsa in città (ripartì per Venezia con danari, tappeti e candelabri genovesi avendo razziato il banco). Duemila candele profumate illumineranno i vicoli del centro storico tra i musei di via Garibaldi, Palazzo Spinola, Campetto e Banchi. I negozi della zona saranno aperti fino alle 23, le piazze animate (grazie alla Circoscrizione Centro-Est e ai Civ Meridiana, Lomellini, Maddalena, via Luccoli, Consorzio Loggia di Banchi): un dj set nel minuscolo vico Neve, jazz in piazza Lavagna, tango in piazza di Pellicceria.

 «Nella prima notte dei musei europei Genova s'illumina davvero - annuncia Luca Borzani, assessore alla Cultura - non solo offrendo gratuitamente le proprie collezioni, ma proponendo percorsi insoliti: si attiva così l' osmosi tra beni culturali e territorio». Il gioco, il racconto e la musica: sono i temi conduttori, che impunturano la notte dal centro a Pegli e sino a Nervi (dove i negozi saranno aperti tutta la notte). Ovunque, si giocherà: «Abbiamo voluto riportare all' interno dei musei i giochi che appartenevano alle dimore che li ospitano o al periodo approfondito dalla collezione», spiega Pier Paolo Rinaldi, curatore del tema ludico. Così, se a Palazzo Rosso si rischia con il famigerato Biribissi, all'archeologico di Pegli rotoleranno le biglie di epoca romana.

A Sant'Agostino il gioco dell'oca: le caselle del percorso stampate su carta, nel Cinquecento, erano avveniristiche come oggi il Game Boy. Al D'Albertis c'è l'awelè africano (cui giocavano gl'ingegneri delle piramidi, nelle notti di stelle, per allenarsi con i modelli matematici). Alla Gam di Nervi, il puritanesimo americano nei giochi ottocenteschi: in una specie di Monopoli se si cade nella casella "passione", si retrocede alla casella "acqua fredda". Dalle 19 alle 24, Palazzo Spinola (con Capodimonte a Napoli, la Gam a Roma e gli Uffizi a Firenze unici quattro musei nazionali designati per aderire alla notte europea) accompagnerà bambini e grandi alla scoperta dei suoi segreti e delle due mostre in corso. Fino alle 23, aperte le quattro mostre sul Giappone a Palazzo Ducale (a pagamento). [...]