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lunedì 23 maggio 2016
lunedì 2 marzo 2015
Il museo di archeologia ligure rispolvera i giochi
Tornano i giochi romani ed egizi al Museo di archeologia ligure (via Pallavicini 11) di Genova, [GoogleMaps] l'8 marzo ore 15. Sotto, il Ludus latrunculorum nelle sale del museo qualche tempo fa.
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sabato 24 maggio 2008
Un'altra sera al museo fra Senet e Latrunculi

E come ogni volta, i più piccoli -- beati loro -- sono stati i più veloci a imparare le regole del "gioco dei soldati", nella versione proposta da Ulrich Schädler, direttore del Musée Suisse du Jeu.
lunedì 31 marzo 2008
Aosta, giochi romani al MAR-Museo archeologico regionale
AOSTA-Si è tenuto sabato 29 marzo, dalle 16 alle 22, presso il MAR-Museo Archeologico Regionale di Aosta (piazza Roncas 12) "Gi... oca!", un incontro organizzato nel quadro della Decima Settimana della Cultura e dedicato al gioco nella società della Roma antica.
Grandi e bambini hanno giocato con quelli che il museo ha definito giochi "quasi romani": se i tavolieri su cui si è giocato sono infatti riproduzioni fedeli di reperti di scavo archeologico, la mancanza di veri e propri trattati d'epoca dedicati al gioco ci permette oggi partendo da citazioni letterarie, soltanto di tentare di ricostruire le regole con cui questi venivano effettivamente giocati. Le ricostruzioni dei giochi d'epoca romana resteranno al MAR per le prossime iniziative ludiche e didattiche.

Il Ludus Latrunculorum
Le pedine del gioco dei Latrunculi – che ricorda un po' la dama e, per chi lo conosce, il gioco giapponese del Go – sono chiamate con nomi diversi dalle fonti antiche: latro, soldato, ("sicarius", per il dizionario della Crusca), miles, legionario, o bellator, combattente, a richiamare lo scontro dei due avversari sul tavoliere. Tavoliere spesso di legno, e quindi non giunto fino a noi se non come graffito sul marmo, al contrario delle pedine di vetro, che a volte compaiono negli scavi – come quelle conservate nel museo archeologico di Aosta. E' un gioco di strategia pura, parte di quella famiglia che viene definita dei "giochi astratti", quelli che insegnano ad applicare al divertimento la strategia e il ragionamento logico. Le sue regole sono state ricostruite da Ulrich Schaedler, direttore del Musée Suisse du Jeu.
Il Ludus Duodecim Scripta
Il tavolieri da gioco di marmo graffito per il "Gioco dei dodici segni" (uno dei giochi riprodotti, che prende il nome dal punteggio più alto che si può raggiungere con due dadi) è stato ricostruito facendo riferimento ai reperti antichi, a volte rinvenuti durante scavi archeologici veri e propri e a volte per caso, quando la lastra di marmo è stata riutilizzata per altri scopi. Si tratta di tavolieri graffiti spesso rozzamente, con scritte che invitavano il giocatore inesperto (chiamato in alcuni casi "IDIOTA" senza mezzi termini) a togliersi di mezzo, o che facevano riferimento ai polli da spennare. Il Duodecim Scripta, che usa le lettere che formano le scritte come caselle del percorso di gioco, è ritenuto dagli esperti l'antenato del moderno backgammon.

Le regole con cui si è giocato - su un tavoliere di marmo graffito, ricostruito a partire dai ritrovamenti di scavo, sono quelle proposte da Irving Finkel nel libro Games, edito dal British Museum nel 2005. I bambini hanno particolarmente apprezzato i momenti del gioco in cui si scontravano in battaglia le pile di pedine.
Grandi e bambini hanno giocato con quelli che il museo ha definito giochi "quasi romani": se i tavolieri su cui si è giocato sono infatti riproduzioni fedeli di reperti di scavo archeologico, la mancanza di veri e propri trattati d'epoca dedicati al gioco ci permette oggi partendo da citazioni letterarie, soltanto di tentare di ricostruire le regole con cui questi venivano effettivamente giocati. Le ricostruzioni dei giochi d'epoca romana resteranno al MAR per le prossime iniziative ludiche e didattiche.

Il Ludus Latrunculorum
Le pedine del gioco dei Latrunculi – che ricorda un po' la dama e, per chi lo conosce, il gioco giapponese del Go – sono chiamate con nomi diversi dalle fonti antiche: latro, soldato, ("sicarius", per il dizionario della Crusca), miles, legionario, o bellator, combattente, a richiamare lo scontro dei due avversari sul tavoliere. Tavoliere spesso di legno, e quindi non giunto fino a noi se non come graffito sul marmo, al contrario delle pedine di vetro, che a volte compaiono negli scavi – come quelle conservate nel museo archeologico di Aosta. E' un gioco di strategia pura, parte di quella famiglia che viene definita dei "giochi astratti", quelli che insegnano ad applicare al divertimento la strategia e il ragionamento logico. Le sue regole sono state ricostruite da Ulrich Schaedler, direttore del Musée Suisse du Jeu.
Il Ludus Duodecim Scripta
Il tavolieri da gioco di marmo graffito per il "Gioco dei dodici segni" (uno dei giochi riprodotti, che prende il nome dal punteggio più alto che si può raggiungere con due dadi) è stato ricostruito facendo riferimento ai reperti antichi, a volte rinvenuti durante scavi archeologici veri e propri e a volte per caso, quando la lastra di marmo è stata riutilizzata per altri scopi. Si tratta di tavolieri graffiti spesso rozzamente, con scritte che invitavano il giocatore inesperto (chiamato in alcuni casi "IDIOTA" senza mezzi termini) a togliersi di mezzo, o che facevano riferimento ai polli da spennare. Il Duodecim Scripta, che usa le lettere che formano le scritte come caselle del percorso di gioco, è ritenuto dagli esperti l'antenato del moderno backgammon.

Le regole con cui si è giocato - su un tavoliere di marmo graffito, ricostruito a partire dai ritrovamenti di scavo, sono quelle proposte da Irving Finkel nel libro Games, edito dal British Museum nel 2005. I bambini hanno particolarmente apprezzato i momenti del gioco in cui si scontravano in battaglia le pile di pedine.
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sabato 20 maggio 2006
Giochi antichi fra mummie e sculture romane
Tra le molte iniziative del Museo di archeologia ligure, i giochi dell'antichità: Il Ludus Latrunculorum, romano, con tavolieri graffiti su marmo e pedine di vetro, riscostruiti da reperti archeologici, e il Senet dell'antico Egitto (a pochi passi dalla mummia e dal sarcofago del sacerdote Pasherienaset).
lunedì 23 maggio 2005
Il Ludus Latrunculorum tra i marmi romani

Si gioca col Ludus Latrunculorum (“Gioco dei soldati”) fra i marmi della collezione romana del Museo di archeologia ligure di Genova Pegli. – È uno dei giochi più popolari della Roma antica ed è arrivato sino a noi come ritrovamento archeologico. “La maggior parte della gente passa la giornata giocando ai latrunculi”, scrive Macrobio nei Saturnalia, e Plinio il Giovane riferisce nelle Epistole di una dama ottuagenaria che aveva l’abitudine “di ricrearsi giocando ai latrunculi”. Ogni giocatore portava con sé il proprio set di pedine, al contrario di quanto accade per la Dama di oggi, ad esempio, per la quale ognuno possiede sia i bianchi sia i neri, e queste spesso compaiono negli scavi archeologici nelle zone in cui si accampavano le guarnigioni romane. I tavolieri della plebe spesso erano graffiti in luoghi di passaggio o d’attesa come, nel Foro romano, i gradini della basilica Giulia. Quelli dei ricchi potevano essere di prezioso legno di terebinto, come il tavoliere di Trimalcione “di gusto squisitissimo”, di cui parla Petronio nel Satyricon, il quale usava monete d’oro e d’argento al posto delle comuni pedine di vetro come quelle conservate al museo genovese (giunte da una donazione e quindi dal mercato antiquario, dunque di provenienza ignota). Le regole di questo gioco sono state ricostruite da Ulrich Schädler, direttore del Muséee Suisse du Jeu.
sabato 14 maggio 2005
Il Secolo XIX, "Una notte per giocare nei musei"
venerdì 13 maggio 2005
«Giochi proibiti, l'arte si accende dopo il tramonto»
La notte bianca dei musei, domani, screziata di proibito. Dalle 20 alle 24, dieci musei civici e la galleria nazionale di Palazzo Spinola di Pellicceria si spalancheranno, gratuitamente, al pubblico: è la prima "Notte dei musei", iniziativa cui Genova aderisce insieme a duemila gallerie europee. Una primavera di alta cultura, cui si aggiunge una novità: il 59° Premio Strega debutterà a Palazzo Ducale.
Il 26 maggio dalle 18 verranno presentati i libri candidati all'edizione 2005 da cui verrà scelta la cinquina per la finale del concorso il 7 luglio a Roma. Protagonista della notte, a Palazzo Rosso, un gioco d'azzardo settecentesco, tuttora proibito: il Biribissi. Specie di roulette che mandò in rovina più di una nobile famiglia genovese. Si giocava la dote, la virtù della moglie, l'argenteria di famiglia. Condannato dal Minor Consiglio, fece arricchire Giacomo Casanova in una sola notte trascorsa in città (ripartì per Venezia con danari, tappeti e candelabri genovesi avendo razziato il banco). Duemila candele profumate illumineranno i vicoli del centro storico tra i musei di via Garibaldi, Palazzo Spinola, Campetto e Banchi. I negozi della zona saranno aperti fino alle 23, le piazze animate (grazie alla Circoscrizione Centro-Est e ai Civ Meridiana, Lomellini, Maddalena, via Luccoli, Consorzio Loggia di Banchi): un dj set nel minuscolo vico Neve, jazz in piazza Lavagna, tango in piazza di Pellicceria.
«Nella prima notte dei musei europei Genova s'illumina davvero - annuncia Luca Borzani, assessore alla Cultura - non solo offrendo gratuitamente le proprie collezioni, ma proponendo percorsi insoliti: si attiva così l' osmosi tra beni culturali e territorio». Il gioco, il racconto e la musica: sono i temi conduttori, che impunturano la notte dal centro a Pegli e sino a Nervi (dove i negozi saranno aperti tutta la notte). Ovunque, si giocherà: «Abbiamo voluto riportare all' interno dei musei i giochi che appartenevano alle dimore che li ospitano o al periodo approfondito dalla collezione», spiega Pier Paolo Rinaldi, curatore del tema ludico. Così, se a Palazzo Rosso si rischia con il famigerato Biribissi, all'archeologico di Pegli rotoleranno le biglie di epoca romana.
A Sant'Agostino il gioco dell'oca: le caselle del percorso stampate su carta, nel Cinquecento, erano avveniristiche come oggi il Game Boy. Al D'Albertis c'è l'awelè africano (cui giocavano gl'ingegneri delle piramidi, nelle notti di stelle, per allenarsi con i modelli matematici). Alla Gam di Nervi, il puritanesimo americano nei giochi ottocenteschi: in una specie di Monopoli se si cade nella casella "passione", si retrocede alla casella "acqua fredda". Dalle 19 alle 24, Palazzo Spinola (con Capodimonte a Napoli, la Gam a Roma e gli Uffizi a Firenze unici quattro musei nazionali designati per aderire alla notte europea) accompagnerà bambini e grandi alla scoperta dei suoi segreti e delle due mostre in corso. Fino alle 23, aperte le quattro mostre sul Giappone a Palazzo Ducale (a pagamento). [...]
Il 26 maggio dalle 18 verranno presentati i libri candidati all'edizione 2005 da cui verrà scelta la cinquina per la finale del concorso il 7 luglio a Roma. Protagonista della notte, a Palazzo Rosso, un gioco d'azzardo settecentesco, tuttora proibito: il Biribissi. Specie di roulette che mandò in rovina più di una nobile famiglia genovese. Si giocava la dote, la virtù della moglie, l'argenteria di famiglia. Condannato dal Minor Consiglio, fece arricchire Giacomo Casanova in una sola notte trascorsa in città (ripartì per Venezia con danari, tappeti e candelabri genovesi avendo razziato il banco). Duemila candele profumate illumineranno i vicoli del centro storico tra i musei di via Garibaldi, Palazzo Spinola, Campetto e Banchi. I negozi della zona saranno aperti fino alle 23, le piazze animate (grazie alla Circoscrizione Centro-Est e ai Civ Meridiana, Lomellini, Maddalena, via Luccoli, Consorzio Loggia di Banchi): un dj set nel minuscolo vico Neve, jazz in piazza Lavagna, tango in piazza di Pellicceria.
«Nella prima notte dei musei europei Genova s'illumina davvero - annuncia Luca Borzani, assessore alla Cultura - non solo offrendo gratuitamente le proprie collezioni, ma proponendo percorsi insoliti: si attiva così l' osmosi tra beni culturali e territorio». Il gioco, il racconto e la musica: sono i temi conduttori, che impunturano la notte dal centro a Pegli e sino a Nervi (dove i negozi saranno aperti tutta la notte). Ovunque, si giocherà: «Abbiamo voluto riportare all' interno dei musei i giochi che appartenevano alle dimore che li ospitano o al periodo approfondito dalla collezione», spiega Pier Paolo Rinaldi, curatore del tema ludico. Così, se a Palazzo Rosso si rischia con il famigerato Biribissi, all'archeologico di Pegli rotoleranno le biglie di epoca romana.
A Sant'Agostino il gioco dell'oca: le caselle del percorso stampate su carta, nel Cinquecento, erano avveniristiche come oggi il Game Boy. Al D'Albertis c'è l'awelè africano (cui giocavano gl'ingegneri delle piramidi, nelle notti di stelle, per allenarsi con i modelli matematici). Alla Gam di Nervi, il puritanesimo americano nei giochi ottocenteschi: in una specie di Monopoli se si cade nella casella "passione", si retrocede alla casella "acqua fredda". Dalle 19 alle 24, Palazzo Spinola (con Capodimonte a Napoli, la Gam a Roma e gli Uffizi a Firenze unici quattro musei nazionali designati per aderire alla notte europea) accompagnerà bambini e grandi alla scoperta dei suoi segreti e delle due mostre in corso. Fino alle 23, aperte le quattro mostre sul Giappone a Palazzo Ducale (a pagamento). [...]
Michela Bompani, La Repubblica edizione di Genova
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Il Secolo XIX, "Giocare al museo per una sera"
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Corriere Mercantile, "Musei di notte"
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